Castellammare, Natale amaro e di battaglia per i lavoratori della Meridbulloni: trasferimento imposto a Torino


E’ un Natale amaro e di battaglia quello che attende 81 lavoratori della Meridbulloni di Castellammare di Stabia, che si occupa della produzione di viti e bulloni. Il Gruppo Fontana, titolare dell’azienda siderurgica, è intenzionata a percorrere la strada della chiusura dello stabilimento stabiese e del trasferimento della produzione e dei dipendenti alla Ibs di Torino per completare un processo di fusione. Una strada, però, che i lavoratori e i sindacati contestano a gran voce. Il trasferimento, che va accettato entro un mese pena il licenziamento, costringerà molte famiglie a separarsi o comunque a stravolgere la vita quotidiana.

Uno scenario che ha spinto i lavoratori a contestare con presidi notturni, che vanno avanti da giorni, la decisione del Gruppo Fontana che sul punto sembra irremovibile. Al fianco dei lavoratori della Meridbulloni si sono schierati anche i lavoratori dei diversi stabilimenti del Gruppo, come quelli della Lobo di Cornaredo (Milano). «Non chiediamo che i padroni siano buoni – si legge in una lettera scritta da questi ultimi – pretendiamo che siano corretti. Quello che è successo agli operai di Meridbulloni è vergognoso e inumano». Da qui la decisione dei lavoratori di Cornaredo di scioperare il 23 dicembre «al fianco dei lavoratori di Castellammare» per chiedere «il ritiro della procedura e l’avvio di un confronto reale».

Sindacati e politici hanno fatto quadrato attorno ai lavoratori. Nella giornata di lunedì 21 dicembre i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Campania, Luigi Cirillo e Gennaro Saiello hanno chiesto che la vicenda sia portata «subito all’attenzione della Commissione Attività produttive. Abbiamo interessato della vicenda anche il ministero dello Sviluppo economico, affinché si apra anche col Governo un tavolo di confronto con la proprietà e le rappresentanze dei lavoratori». «Quanto accaduto allo stabilimento Meridbulloni di Castellammare di Stabia è l’ennesima dimostrazione che nel nostro Paese c’è una tendenza da invertire al più presto, con norme ad hoc a tutela di chi, con sacrificio e dedizione, ha contribuito a rendere grande la realtà nella quale ha lavorato per anni – hanno aggiunto Cirillo e Saiello – 80 famiglie campane non possono ritrovarsi, dalla sera alla mattina, ad affrontare con la prospettiva di essere trasferite a Torino». «Non possiamo assistere ancora una volta inermi alla continua emorragia di siti produttivi in Campania – hanno concluso i pentastellati – alimentando un processo di desertificazione industriale che interessa la nostra regione oramai da decenni».

Ha puntato i piedi in terra il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino: «Meridbulloni non si tocca. Nessuna riconversione dell’area, nessuna speculazione edilizia, no a scelte scellerate da parte dell’azienda – aggiunge Cimmino – siamo in prima linea al fianco degli operai. Solo possibilità di ampliare e implementare una realtà produttiva all’avanguardia con maestranze altamente qualificate». «Andremo a profondere tutto il nostro impegno per dialogare con l’azienda con gli organismi sovracomunali – ha detto Cimmino – con le organizzazioni sindacali e con le maestranze tutte. Abbiamo già investito la Prefettura per chiedere un tavolo di confronto con azienda e lavoratori che verra’ convocato a stretto giro. Ho incontrato le maestranze al sit-in e siamo addivenuti ad una unita’ di intenti. Non e’ concepibile che un’azienda cosi’ florida ed importante da un giorno all’altro respinga gli operai ai cancelli. Lo stabilimento e’ un fiore all’occhiello della nostra città proprio grazie alle maestranze, che rappresentano la storia di Castellammare, che ogni giorno si impegnano nello stabilimento di corso De Gasperi. Aggiornerò passo dopo passo tutti sulla situazione che sono certo si schiarirà in breve tempo. In segno di solidarietà ai lavoratori, la manifestazione culturale inizialmente prevista per questa sera è rimandata a data da destinarsi». 

mercoledì, 23 Dicembre 2020 - 14:02
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