Bufera procure, polemiche e sospetti su presunti sms di Palamara spariti. Ma Cantone replica: messaggi tutti depositati

Luca Palamara
Il pm romano Luca Palamara al centro dello scandalo sulle toghe

La polemica e i sospetti erano montati dopo un articolo de ‘Il Riformista’, che insinuava la sparizione di diversi messaggi dal cellulare dall’ex pm Luca Palarama che avrebbero potuto avere conseguenze pesanti nell’ambito dell’inchiesta, esplosa un anno fa, che ha travolto il mondo della magistratura.

La senatrice di Forza Italia Fiammetta Modena, nonché membro della commissione giustizia di Palazzo Madama, aveva subito rilanciato chiedendo chiarezza sui fatti narrati dal giornale perché «sarebbe gravissimo se fosse vero». «Il telefonino era stato sequestrato dal Gico, e poi analizzato dai massimi esperti del loro mondo, ma oggi di tutti questi messaggi di cui si è a lungo parlato sui giornali non c’è traccia alcuna. Cosa c’era nei messaggi del cellulare di così tanto scottante? Quali nomi e quali magistrati risultavano coinvolti? Ma che esempio diamo al Paese? La Procura della Repubblica ha gli strumenti sufficienti per stabilire la verità, chi ha sbagliato o ha commesso dei reati sia chiamato a rispondere», aveva insistito Modena.

Parole forti che hanno spinto il procuratore di Perugia Raffaele Cantone a difendere l’operato dei suoi pm sgomberando il campo da ogni insinuazione: tutti gli sms del telefono cellulare dell’ex consigliere del Csm Luca Palamara «sono stati regolarmente acquisiti e depositati agli atti del procedimento in corso davanti al gup di Perugia», ha sottolineato il magistrato che ha parlato di «illazioni e falsità». «Sono indignato per quanto sta accadendo – ha aggiunto Cantone – e invierò una relazione al procuratore generale di Perugia, a quello della Cassazione e al Csm. Mi riservo di valutare nei prossimi giorni se presentare querela o avviare un’azione civile contro chi propaga queste falsità».

Al fianco della procura si è schierata, con una nota, la Giunta esecutiva del Distretto di Perugia dell’Associazione nazionale magistrati: in una nota l’Anm locale ha espresso «completa fiducia sulla correttezza e sulla trasparenza dell’operato dei magistrati della Procura di Perugia, già vittime di attacchi e di strumentalizzazioni, impegnandosi a vigilare per assicurare la serenità, la dignità e l’indipendenza della magistratura, nell’adempimento del proprio servizio» e ha «stigmatizzato con fermezza tutte quelle rappresentazioni delle vicende processuali che adombrano in capo ai magistrati che svolgono le indagini fini o obiettivi diversi da quelli strettamente giudiziari».

sabato, 2 Gennaio 2021 - 15:41
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