Ucciso a coltellate a Casola di Napoli, fermato il cognato: la vittima sospettata di avere fatto avances alla figlia del parente

Carabinieri

Una lite familiare, scoppiata per un sospetto di possibile avances nei confronti di una ragazzina. Sarebbe questo lo scenario in cui ieri pomeriggio, sabato 2 gennaio, è maturata la lite a Casola di Napoli nella quale è rimasto ucciso il 44enne Salvatore Palombo.

Nella tarda serata, i carabinieri hanno arrestato il 44enne Umberto Longobardi, cognato e cugino della vittima. Longobardi, secondo quanto ricostruito sino ad ora dai militari dell’Arma, riteneva che Palombo nutrisse una strana attenzione nei confronti della figlia. Di qui la lite e poi l’aggressione con un coltello da cucina: Longobardi, che si trovava agli arresti domiciliari per traffico di gasolio, ha colpito ripetutamente Palombo non lasciandogli scampo.

Inutile, infatti, è stata la corsa in ospedale e i soccorsi prestati da una terza persona che ha condotto Palombo al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo a Castellammare di Stabia: Palombo, capo officina di una concessionaria di autovettura, è morto dissanguato durante il tragitto a causa dei numerosi tagli all’addome che aveva subito. I fatti sono avvenuti nella palazzine popolari di via Vittorio Veneto.

I carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, al comando del capitano Carlo Venturini e del tenente Andrea Riccio, insieme con i colleghi della stazione di Gragnano, hanno ricostruito immediatamente l’accaduto. Sul posto è giunto il magistrato di turno, Andreana Ambrosino che ha ottenuto la collaborazione anche del sindaco Costantino Peccerillo.

domenica, 3 Gennaio 2021 - 01:40
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