Fondi Lega, patteggia il prestanome Sostegni: i pm blindano l’inchiesta sulla Lombardia Film Commission

aula tribunale

Quattro anni e dieci mesi di reclusione e una multa da mille euro: sono i numeri della condanna con la quale dovrà fare i conti Luca Sostegni, arrestato il 15 luglio per peculato, reati fiscali e tentata estorsione nell’ambito dell’inchiesta milanese sul caso Lombardia Film Commission e su presunti fondi neri per la Lega. Sostegni, difeso dall’avvocato Giuseppe Alessandro Pennisi ha patteggiato la pena; il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari Raffaella Mascarino del Tribunale di Milano che ha ritenuto congrua la pena, sottolineando che Sostegni ha reso dichiarazioni “confessorie”. Sostegni, che è attualmente detenuto ai domiciliari (dopo un’iniziale reclusione in carcere) ha anche versato 20mila euro come risarcimento.

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Nell’inchiesta sul caso Lombardia Film commission, come emerso dagli atti, è stato accertato che la «intera operazione immobiliare» che ha portato la Lombardia Film Commission, tra il 2017 e il 2018, a comprare per 800mila euro un capannone a Cormano, nel Milanese, «in pessimo stato» è stata «congegnata dagli indagati», tra cui Di Rubba e Manzoni, solo per «impossessarsi e spartirsi il finanziamento di un milione di euro stanziato dalla Regione Lombardia a favore dell’ente pubblico».

Sostegni aveva chiesto ai commercialisti vicini al Carroccio di fargli avere 50mila euro in cambio del suo silenzio con la stampa sui dettagli di tutte le operazioni a cui avrebbe partecipato. E, secondo la procura, era riuscito ad ottenere solo 20mila euro: la cifra da lui versata per il patteggiamento (raccolta anche grazie ad una colletta dei suoi amici) e ora confiscata.

Con la condanna di Sostegni, la procura mette in cassaforte un punto importante nell’ambito dell’indagine: il 62enne, ritenuto prestanome del commercialista Michele Scillieri, ha collaborato alle indagini e adesso può diventare teste chiave in dibattimento. La procura di Milano (procuratore aggiunto Eugenio Fusco e pm Stefano Civardi) è, infatti, prossima a chiudere il filone madre: l’orientamento è quello di chiedere il giudizio immediato, bypassando l’udienza preliminare e accorciando così i tempi, per altri cinque arrestati (c’è anche il cognato di Scillieri, Fabio Barbarossa), mentre va avanti il filone di indagine su presunti fondi neri raccolti dai contabili per la Lega. Filone nel quale anche Scillieri sta collaborando con i pm e ha raccontato, ad esempio, di un “sistema” di “retrocessioni” di soldi al partito.

martedì, 5 Gennaio 2021 - 14:00
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