Vertenza Meridbulloni, il Gruppo Fontana snobba la Regione Campania e diserta la Commissione. Manfredi: «Prolungare cig»

Meridbulloni regione

Un’altra notte di resistenza. E di protesta. Protesta contro un gruppo societario che non ne vuole sapere di ascoltare le rimostranze dei dipendenti e per di più snobba anche i tavoli istituzionali, nello specifico quello tenutosi ieri, martedì 5 gennaio, in Commissione regionale Attività produttive. Diventa sempre più scomoda la posizione degli 81 dipendenti della Meridbulloni di Castellammare di Stabia, condannata alla chiusura dal Gruppo Fontana e al trasferimento della produzione (insieme ai dipendenti che accetteranno) in Piemonte.

La riunione era stata convocata dal Movimento Cinque Stelle allo scopo di riuscire a trovare una risoluzione della vertenza che riguarda il destino degli operai, che non intendono accettare il trasferimento e che chiedono una seconda chance per la fabbrica stabiese. Ma se al tavolo ha partecipato un rappresentante per ogni sigla sindacale che rappresenta gli operai, nonché gli esponenti del mondo politico che, compatti, appoggiano i dipendenti, il Gruppo Fontana ha dato forfait. «L’assenza della proprietà e del management di Meridbulloni è un segnale di mancato rispetto nei confronti di chi fin da principio ha teso una mano ai fini della risoluzione di una vertenza che riguarda il destino di oltre 80 famiglie», hanno commentato i consiglieri regionali campani del Movimento 5 stelle Gennaro Saiello e Luigi Cirillo a margine dell’audizione convocata in Terza Commissione.

meridbulloni consiglio regionale


«Il confronto con l’azienda – hanno aggiunto Saiello e Cirillo – era e ancora si rende necessario, per capire in che modo e con quali strumenti è possibile impedire la dismissione di uno stabilimento fondamentale nel tessuto produttivo stabiese e regionale. Al contempo, avremmo voluto capire dai vertici dell’azienda per quale ragione un gruppo che non vive alcuna crisi economica e alla cui crescita hanno contribuito anche i lavoratori del sito di Castellammare di Stabia, abbia improvvisamente deciso di trasferire la sua sede a Torino, senza dare alcun preavviso ai lavoratori, a cui sono stati fatti trovare cancelli chiusi e sono state recapitate lettere di trasferimento dalla sera alla mattina. Un atteggiamento reso ancor più intollerabile dalla ingiustificata assenza di questa mattina».

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Durante la Commissione tutti gli esponenti politici si sono trovati d’accordo sulla necessità di una presa di posizione ferma e decisa da parte della Regione in difesa del posto di lavoro degli 81 operai. Sì, perché, come evidenziato da Loredana Raia, vicepresidente dell’Assise ed esponente dem, l’imposizione del trasferimento in Piemonte è un «licenziamento mascherato». «Quella della Merdibulloni è una vertenza simbolo che deve vederci, come massima istituzione regionale, in prima linea in difesa dei lavoratori e del nostro territorio – ha sottolineato Raia – Questa azienda deve avere rispetto per i lavoratori e per la Campania. Sono certa che con il presidente De Luca, l’assessore Marchiello e l’intero Consiglio regionale riusciremo a dare risposte certe e positive a questi lavoratori». Sulla stessa scia Fulvio Frezza (Più Europa, Liberaldemocratici – Moderati, Europa Verde): «Questa azienda vorrebbe ‘deportare’ questi lavoratori e le loro famiglie, le loro conoscenze e la loro esperienza, nel Nord senza una vera motivazione economica, ma solo probabilmente per depauperare il territorio della Campania, dobbiamo agire con forza per fermare questa azione e per mettere insieme un piano strategico che difenda il nostro territorio». Nel frattempo, è stata la proposta del consigliere Massimiliano Manfredi del Pd, «bisogna agire come Regione Campania per chiedere il prolungamento della cassa integrazione e trovare nelle more una soluzione con l’intervento di tutte le istituzioni per difendere i livelli occupazionali e mantenere questa azienda sul nostro territorio».

Anche le opposizioni chiedono che l’attenzione della Regione resti alta per evitare la depauperazione industriale in Campania. Per il capogruppo di Forza Italia Anna Rita Patriarca c’è «un problema aperto che riguarda il quotidiano svuotamento delle attività produttive del nostro territorio che investe Castellammare di Stabia e tutta la Regione». «Questo nodo – ha detto – va affrontato con un piano industriale per la nostra regione che valorizzi le nostre maestranze che sono di immenso valore, è questa la sfida più importante per la classe politica campana».Nei prossimi giorni sarà calendarizzato un nuovo tavolo dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Todde. E tra i partecipanti ci sarà anche la Regione Campania, proprio su richiesta dei grillini. «La Regione Campania non può più permettere, come accaduto troppe volte in passato, che si scriva un nuovo capitolo di un processo di desertificazione industriale che pare interminabile nella nostra regione. Sarebbe l’ennesimo colpo al tessuto produttivo regionale, in un momento già delicato per la nostra economia messa in ginocchio dall’emergenza pandemica. E non possiamo consentirlo».

mercoledì, 6 Gennaio 2021 - 07:00
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