Nuovo Dpcm anti-Covid, a pagare le spese del rialzo dei contagi sono ancora bar e ristoranti: stop asporto dalle 18


A quattro giorni dal nuovo Dpcm, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 16 gennaio, il Governo cerca ancora la quadra sulle misure da adottare per arginare le conseguenze delle festività natalizie che hanno portato nell’ultima settimana ad un rialzo della curva epidemica. Una nuova impennata di contagi rispetto alla quale si vuole correre ai ripari cercando quanto possibile di ridefinire il puzzle delle restrizioni evitando di incidere ulteriormente sulle attività economiche. Nella sola Campania nel corso dell’ultima settimana si è registrata una media di 1050 contagi al giorno, mentre in quella precedente i contagi erano stati 898 in media e 795 a fine dicembre, con una crescita parallela anche dei posti occupati in terapia intensiva (oggi 109, due settimane fa 95). Stesse preoccupazioni guardando anche ai dati delle altre Regioni, dove pure il virus ha ripreso a circolare in maniera più ‘rapida’: in Italia questa settimana la media dei contagi è stata di 17200 casi al giorno, quasi due mila in più di quelli registrati una settimana fa e quattromila in più rispetto a due settimane fa.

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Rispetto a una situazione che si è evoluta in maniera così veloce, il ministero della Salute ha messo in campo il nuovo Piano pandemico 2021-2023 che tocca i punti salienti della prevenzione del Covid 19, ovvero le forniture (mascherine, camici), l’aumento dei posti letto in terapia intensiva da mobilitare quanto prima, i vaccini. Sul fronte del Governo, si passa invece alla valutazione del nuovo decreto che dovrà imporre regole ai cittadini. L’ipotesi attualmente al vaglio è che dal prossimo fine settimana le Regioni a più alto rischio si colorino di arancione (e non più di rosso come inizialmente si era ipotizzato) automaticamente, con le conseguenze che ne derivano. In primis, stando alla bozza dell’esecutivo di Giuseppe Conte, arriverà lo stop agli spostamenti tra Regioni in ogni caso e fino alla fine di febbraio. Eccezion fatta per il rientro nelle proprie abitazioni di residenza o domicilio o in caso di comprovate ragioni.

Considerato poi che, secondo gli esperti, sono le abitazioni private il luogo in cui prolifera il virus, il Governo intende prorogare il divieto di ospitare più di due persone non conviventi, siano essi parenti o amici. Infine, la sferzata alla Movida che, sempre secondo gli esperti, sarebbe stato l’innesco, o almeno uno degli inneschi, della nuova ondata. Per evitare dunque gli assembramenti dinanzi ai bar, i balli senza mascherina e distanziamento cui si è assistito nei giorni delle feste di Natale e Capodanno ma anche dopo, si sarebbe deciso di introdurre il divieto di vendere cibo e bibite dopo le 18, anche se consumati all’esterno dei locali. I centri commerciali continueranno a restare chiusi nei fine settimana.

Il rischio di finire in zona arancione riguarderebbe, secondo l’indirizzo del Governo, quelle che hanno indice di rischio alto in base agli ormai noti 21 parametri fissati dall’Istituto superiore di Sanità. Tra quelle con maggiori probabilità di cadere in questa classificazione non c’è la Campania, ma ci sono Lazio, Friuli, Liguria, Piemonte, Umbria, Puglia e Trento e Bolzano che andrebbero ad aggiungersi a Lombardia, Sicilia, Veneto, Calabria ed Emilia Romagna già arancioni da ieri. Alcune aree del Paese, però, potrebbero anche diventare direttamente rosse.

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martedì, 12 Gennaio 2021 - 08:22
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