Crisi, sul pallottoliere di Conte i voti dei transfughi di Italia Viva e Forza Italia. Ecco chi sono i ‘responsabili’


Sono undici i responsabili, ma Conte preferisce definirli ‘costruttori’, che servono in Senato al premier per sopravvivere alla crisi di Governo innescata dall’ex alleato Matteo Renzi. Con Italia Viva ormai fuori dall’esecutivo, riecco la prassi italiana di scandagliare il Parlamento in cerca di voti amici con la promessa di ministeri e ruoli di primo piano. Il pallottoliere dà buone notizie al presidente del Consiglio: i numeri ci sono, anche quelli per un futuro ‘partito di Conte’ che sembra essere la terra promessa per alcuni dei deputati e senatori disposti a gettare un salvagente alla maggioranza Pd-Cinque Stelle. L’addio di Renzi, dunque, potrebbe non significare soltanto l’ennesima prova di sopravvivenza di un Governo, costretto a camminare sul filo del rasoio, ma anche il primo debutto di un possibile partito del premier, pronto a trasformarsi da avvocato del popolo in leader politico a tutti gli effetti.

Al Senato, il primo banco di prova di Giuseppe Conte che ha deciso di ‘parlamentizzare’ la crisi dopo essere passato dal presidente Sergio Matterella, senza presentare dunque le dimissioni anzi acquisendo l’interim all’Agricoltura (orfana della ministra renziana Teresa Bellanova), servono undici senatori. I numeri sembrano esserci. Stando alla ricostruzione fatta da ‘La Repubblica’, il pallottoliere è affidato alle mani di Riccardo Nencini, socialista di Italia Viva; un ruolo chiave è pure rivestito da Raffaele Fantetti, esponente del Maie (movimento che rappresenta gli italiani eletti all’estero) e fondatore di Italia 2023, quello che dovrebbe diventare appunto la rampa di lancio di Conte in politica. I numeri, dicevamo, sembrerebbero esserci. Stando alla conta di ieri, sei renziani sarebbero pronti a dire addio al loro leader, in disaccordo con la scelta di mettere il Governo in crisi in piena pandemia e disposti a salvare l’alleanza giallorossa. Ipotesi però smentita da Gennaro Migliore. Nella conta rientrano anche quattro berlusconiani e due ex grillini da sempre vicini al premier.

Quali sono dunque i nomi dei responsabili-costruttori? Secondo la ricostruzione di alcuni quotidiani, oltre a Riccardo Nencini, i senatori renziani che dovrebbero abbandonare il loro leader sono Donatella Conzatti, Vincenzo Carbone, Eugenio Comincini, Leonardo Grimani, Gelsomina Vono. Tra i senatori di Forza Italia disposti a ‘salvare’ Conte ci sarebbero invece Barbara Masini, Anna Carmela Minuto, Laura Stabile e Paola Binetti (quest’ultima nello stesso gruppo in quota Udc). Tra le fila degli ex grillini mai vicini al premier spuntano Michele Giarrusso e Lello Ciampolillo, che potrebbero essere coinvolti nella manovra di salvataggio; altri ex grillini, stavolta da sempre considerati vicini alla maggioranza, sono Gregorio De Falco e Maurizio Buccarella. Infine si fa affidamento sul voto dei senatori a vita Carlo Rubbia, Renzo Piano e Liliana Segre (gli altri tre Giorgio Napolitano, Mario Monti e Elena Cattaneo sono dati come voti scontati pro-Governo). Nomi che, bene ribadirlo, si rincorrono da giorni in una ridda di indiscrezioni e retroscena. Sinora però l’unica certezza è il voto pro-Conte di Sandra Lonardo (Forza Italia), moglie di Clemente Mastella.

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venerdì, 15 Gennaio 2021 - 08:11
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