Regeni, chiesto il rinvio a giudizio per i 4 agenti segreti egiziani accusati del barbaro omicidio del ricercatore friuliano

Giulio Regeni

La Procura di Roma porta avanti la propria tesi accusatoria nei confronti dei quattro 007 egiziani accusati della morte del ricercatore italiano Giulio Regeni. Questa mattina per il generale Tariq Sabir e per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio: sono accusati di aver sequestrato e torturato fino alla morte l’allora ventottenne dottorando di Fiumicello, in provincia di udine, trovato senza vita nel febbraio del 2016, nudo e mutilato, in un fosso lungo la strada del deserto Cairo- Alessandria, nella periferia della capitale d’Egitto. Per i quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani le accuse mosse dal procuratore Michele Prestipino e del pm Sergio Colaiocco variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.

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«La Procura di Roma – si legge in una nota – non essendo intervenuto alcun fatto nuovo dopo la notifica dell’avviso 415 bis, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio negli uffici del giudice dell’udienza preliminare nei confronti dei quattro cittadini egiziani appartenenti agli apparati di sicurezza, già destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini». L’inchiesta, chiusa lo scorso dicembre, è stata portata avanti dagli inquirenti italiani senza la collaborazione dei colleghi del Cairo che non hanno nemmeno fornito gli indirizzi degli indagati al fine di notificare gli atti.

Giulio Regeni si trovava al Cairo per lavorare alla sua tesi di dottorato dedicata ai sindacati indipendenti egiziani. Scomparve nel nulla il 25 gennaio del 2016, una settimana dopo il suo corpo, così mutilato da essere riconosciuto dalla madre solo grazie «alla punta del naso» fu trovato nel fossato. Da allora, si aprì un giallo investigativo che ha messo a dura prova le relazioni tra Italia ed Egitto. Tra indagini depistate, false piste come quella dell’incidente stradale, della rapina sfociata in omicidio, e tentativi di infangare la reputazione di un giovane brillante, solo il costante e approfondito lavoro degli investigatori italiani è riuscito a sgombrare il campo da illazioni e mistificazioni, fino alla svolta arrivata a cinque anni dall’omicidio e, oggi, alla richiesta di rinvio a giudizio per gli 007.

mercoledì, 20 Gennaio 2021 - 12:14
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