Campania, i liceali tornano a scuola: De Luca raccomanda un tetto alle presenze in aula ma i presidi ‘ignorano’ il diktat


E’ da marzo che gli studenti delle scuole superiori della Campania non vedono un’aula. Se si eccettua un breve periodo di frequenza all’inizio dell’anno scolastico, i ragazzi campani seguono le lezioni da remoto da mesi. La stop forzato alla didattica in presenza è però alla scadenza. Da lunedì primo febbraio anche loro torneranno in classe.

In vista del rientro, il governatore Vincenzo De Luca  ha indicato ai dirigenti scolastici la necessità che le classi non superino il 50% delle presenze: al massimo si potrà arrivare al 75%, se vi sono le condizioni, ha detto. Una richiesta in linea con le direttive nazionali, spiegata dallo stesso De Luca: «Nell’odierna riunione con l’Unità di Crisi regionale è stato rappresentato che, in concomitanza con la ripresa in presenza delle attività didattiche della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado sono stati rilevati, nella settimana scorsa ed in quella in corso, plurimi casi di contagi in ambito scolastico, anche riferiti ad intere classi, nonché diffuse situazioni di assembramento nei pressi degli istituti scolastici, pericolosi per il rischio di contagi connesso al mancato rispetto della distanza interpersonale di sicurezza – ha dichiarato. E tutto ciò avviene mentre si assiste a «un trend in aumento del numero dei contagi e dei ricoveri di degenza Covid-19». Il rischio concreto, secondo l’Unità di crisi, è che, col ritorno in massa dei liceali in classe il quadro epidemico possa peggiorare. Per questo De Luca si appella ai presidi e ai sindaci invocando «misure massimamente prudenziali nella organizzazione delle attività scolastiche, per scongiurare rischi connessi ad assembramenti, in aula e nei contesti di prossimità delle scuole». In particolare, la raccomandazione di De Luca è di garantire l’ingresso nelle scuole allo stesso orario per non pesare sulle famiglie che hanno più figli, «assicurando piuttosto il rispetto dei limiti percentuali di presenza in aula degli alunni attraverso forme di rotazione», per venire incontro alle famiglie che avrebbero difficoltà nel gestire arrivi scaglionati in classe da parte di più figli».

Una raccomandazione però non è in linea con il dossier della Prefettura, diffuso lo scorso 23 dicembre e confermato nei giorni successivi alla sentenza del tar che riammetteva in classe Medie e Superiori entro il primo febbraio. Ed è stata ‘bypassata’ dall’Ufficio scolastico regionale che ha di fatto aderito alla programmazione dell’Ufficio territoriale del Governo. Nel documento prefettizio, arrivato dopo una serie di incontri con ministero dei trasporti, assessorato regionale competente e autorità scolastiche, si prospettava infatti la necessità di un ingresso scaglionato (alle 8 e alle 10), oltre all’ipotesi dei doppi turni e alla richiesta di implementazione dei trasporti pubblici locali. La Regione preferisce un ingresso alla stessa ora e che siano i ragazzi a dividersi tra dad e presenza in classe, ma l’ufficio scolastico regionale ha chiarito come già siano stati elaborati piani di ingresso scaglionato alle 8 e alle 10 e si continuerà così.

La stessa prefettura, nel corso di un incontro tenutosi ieri, ha poi approfondito la tematica dei controlli davanti alle scuole per evitare assembramenti, gli stessi su cui il governatore ha lanciato l’allarme. In campo la Protezione civile regionale con hotspots presso le linee di trasporto più frequentate e istituti negli orari di ingresso e uscita.

Da più parti, intanto, si susseguono notizie di classi in quarantena per la presenza di alunni positivi, alle elementari e alle medie. Ieri solo a Napoli sono stati 20 i nuovi casi in ambito scolastico, mentre il Tar ha accolto il ricorso di alcuni genitori contro l’ordinanza del sindaco di Torre Annunziata che, vista la gravità della situazione covid in città, aveva disposto di non riprendere lunedì le lezioni in presenza alle superiori.

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venerdì, 29 Gennaio 2021 - 10:46
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