Governo, ok alla fiducia a Mario Draghi. Ma il voto spacca per sempre il M5s: 15 senatori dicono no e verranno espulsi


Sono stati 40 i voti contrari alla fiducia per il Governo Draghi. Contro l’ex presidente della Bce hanno votato, oltre ai 19 senatori di Fratelli d’Italia, e a 5 del Gruppo Misto (Ciampolillo, Fattori, Giarrusso, Martelli e Nugnes) anche i rappresentanti della fronda a Cinque Stelle: non una trentina, come si era calcolato inizialmente, perché il numero si è ridotto a quindici (Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Nitto, Granato, Gianuzzi, Lamura, Lanutti, Lezzi, Mantero, Mininno, Moronese, Morra e Ortis).  Assenti alla votazione, tra i banchi del Movimento, Auddino, Botto, Dessì, Garutti, Nocerino e Vanin e tra quelle del Gruppo Misto si è astenuta la senatrice Drago. Per chi ha votato no, come ha chiarito il reggente Vito Crimi (che a breve sarà sostituito da una governance di 5 esponenti, secondo quanto ha deciso la base votando il cambio dello Statuto sulla piattaforma Rousseau, ora scatterà l’espulsione.

In tutto Mario Draghi incassa 262 sì alla fiducia, 101 voti in più rispetto a quelli previsti per la maggioranza assoluta (161) e 19 in meno dei voti favorevoli ottenuti nel 2021 da Mario Monti.

«Il nostro sì non sarà mai incondizionato – ha affermato durante la discussione seguita al discorso di Draghi il capogruppo M5S al Senato Ettore Licheri nel corso della replica al Senato – sarà un sì vigile, direi guardingo. Non dia mai per scontato il nostro sì perché noi, mi permetta questa licenza verbale, le romperemo le scatole. Sul tavolo abbiamo il blocco dei licenziamenti e degli sfratti e noi le romperemo le scatole. Come gruppo M5S abbiamo passato giornate terribili. Presidente dia corpo e gambe all’intuizione di Grillo di dotare questo Paese di dotare di una transizione ecologica. Lo faccia e avrà il nostro appoggio, e che Dio lo assista». 

«E’ finalmente evidente a tutti perché un drappello di visionari riformisti ha avuto ragione indicando i limiti di un esecutivo che aveva nell’emergenza il suo unico motivo di esistenza» ha detto la senatrice di Iv, Teresa Bellanova mentre Matteo Salvini, che con la Lega oggi fa parte del Governo con tre ministeri, «La fiducia al Governo è convinta. Viene da parte del primo partito d’Italia per dare più forza dell’Italia in Europa. Ma se L’Ue sbaglia è diritto dovere di ogni cittadino poterlo dire».

«Voglio ribadire quanto considero cruciale la funzione e il lavoro del Parlamento, in particolare per quanto riguarda il Programma di ripresa e resilienza, ho indicato come la governance debba essere incardinato al ministero dell’Economia con strettissimo coordinamento con i ministeri competenti, per definire e attuare i progetti. Il Parlamento sarà informato in modo tempestivo sul programma e le linee di intervento –  ha detto Mario Draghi nella replica – Questo governo conferma l’impegno di andare nella direzione dell’inserimento in Costituzione dei “concetti” di ambiente e sviluppo sostenibile sui cui sta lavorando il Senato con un progetto di legge. Il coinvolgimento delle Regioni e dei Comuni, così come quello delle parti sociali nelle cose” che il governo vuole fare non solo è indispensabile ma è essenziale».

«Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati – ha aggiunto –  occorre fare molto di più, va colta l’opportunità di Next generation Eu per investimenti su capitale umano e nuove tecnologie. La cultura in tutte le sue forme imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese. Le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri. La cultura va sostenuta. Il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. La perdita economica è ingente, ma ancor più grande sarebbe la perdita dello spirito». “

Sui dossier migratori «la risposta più efficace e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni europee». «Permane la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna, e Stati del Nord e dell’Est Europa, principalmente preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari. L’Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei, propone un meccanismo obbligatorio di re-distribuzione dei migranti pro-quota».

«Un’impresa che certamente riaprire dopo la pandemia è il turismo- ha detto ancora il premier nella replica -. Quindi investire nel turismo non significa buttar via i soldi, quei soldi tornano indietro. Vanno messe in campo misure che permettano alle imprese del turismo di non fallire. Bisogna impedire che in questo periodo queste imprese falliscano perché poi si perde un capitale che, spesso, è capitale umano», aggiunge.

«C’è poi un rischio specifico che corriamo in vista della stagione di ricostruzione» che verrà avviata anche con il Recovery plan: «le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata a seguito della crisi di liquidità in diversi settori. Questo rischio viene costantemente seguito» con l’obiettivo di «anticipare una risposta strutturata in termini di prevenzione e contrasto». 

giovedì, 18 Febbraio 2021 - 08:06
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