Intelligence, nel Risiko delle nomine Draghi sceglie il ‘superpoliziotto’ Franco Gabrielli per i Servizi segreti

Franco Gabrielli

Dopo avere completato il sudoku delle nomine dei sottosegretari (sono 39, 19 donne e 20 uomini), il premier Mario Draghi riempie ogni tassello del Governo accontentando così le richieste dei partiti che animano il composito Governo di unità nazionale nato la scorsa settimana. A differenza di Giuseppe Conte, che tenne per sé la delega ai Servizi (e proprio su questo aspetto si è pure concentrata l’offensiva di Matteo Renzi, utile a farne cadere il Governo), Draghi ha riempito subito anche la casella dell’Intelligence nominando al vertice Franco Gabrielli, direttore del Sisde, capo della Protezione civile, capo della Polizia ed ora Autorità delegata ai Servizi. Pietro Benassi, l’ambasciatore nominato ex extremis da Conte in quello stesso ruolo, è rimasto nell’ufficio di vertice dei Servizi solo quattro giorni.

    Quella di Gabrielli – nato 61 anni fa a Viareggio – è una storia di incarichi importanti, in istituzioni diverse. Laureato in giurisprudenza, padre di tre figli, entra in polizia nel 1985. Due anni dopo passa alla Digos di Imperia e da lì inizia un percorso che lo porterà a coordinare le indagini che hanno consentito di fare luce sulle stragi mafiose della primavera-estate del 1993, fino ad arrivare all’arresto dei brigatisti responsabili degli omicidi di Massimo D’Antona, Marco Biagi e del sovrintendente della polizia Emanuele Petri, nel 2003.

Nel dicembre 2006 – Governo Prodi – viene nominato direttore del Sisde, che l’anno dopo diventerà Aisi. Il più giovane a dirigere il servizio segreto. Che lascia nel giugno del 2008. Il 6 aprile 2009 c’è il terremoto dell’Aquila: viene nominato prefetto del capoluogo abruzzese con il compito non solo di gestire il momento difficile dell’emergenza, ma anche di vigilare sulla regolarità degli appalti per evitare infiltrazioni criminali. Nell’aprile 2010 succede a Guido Bertolaso al vertice della Protezione civile: si occupa di terremoti, alluvioni, incendi, ma anche del ‘miracoloso recupero’ – come venne definito – della Costa Concordia. Poi, nell’aprile 2015, il passaggio alla guida della prefettura di Roma e nell’aprile 2016 il sogno che diventa realtà: viene nominato capo della Polizia-Direttore generale della pubblica sicurezza. Da capo della Polizia lavora con diversi ministri dell’Interno, anche con Matteo Salvini, con il qualche non sono mancate le polemiche dopo che però il leader leghista aveva lasciato il Viminale. Ora nel Governo Draghi guiderà da ‘tecnico’ di rango un settore che conosce molto bene. 
   

giovedì, 25 Febbraio 2021 - 11:00
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