Campania, rischio lockdown. Numeri da terza ondata, ospedali sotto stress: la Regione resta ‘sorvegliata speciale’

foto Kontrolab

Campania sorvegliata speciale. Da una settimana la Regione è in zona arancione, ha un indice Rt (risalente al 26 febbraio) pari all’1,04, con un profilo di rischio alto: con tutta probabilità resterà nel ‘purgatorio’ arancione per un’altra settimana e, se la situazione non dovesse migliorare, rischia la zona rossa. Un rischio paventato già dal governatore Vincenzo De Luca che ha raccomandato, nell’ultima diretta Facebook, comportamenti più prudenti onde evitare la massima classe di rischio e nel contempo ha ordinato, da oggi 1 marzo fino al 14 marzo, la chiusura di tutte le scuole e il ritorno per tutti alle lezioni con didattica a distanza.

A preoccupare, rispetto alla situazione campana, sono i dati; non solo l’Rt, che fa scattare il colore rosso se si supera la soglia limite di 1,25, ma anche l’incidenza di casi rapportati alla popolazione. Un parametro, questo, pericolosamente in salita visto che nell’ultima settimana si è registrata una crescita di mille positivi al giorno (al netto di guarigioni e decessi). Una situazione che si ripercuote sugli ospedali, sui posti letto, sul personale sanitario. I posti di sub intensiva, secondo le ultime rivelazioni, sono saturi.

In appena 28 giorni, il mese intero di febbraio, si è registrato un aumento del 40% dei casi rispetto all’incremento di gennaio: crescita di gran lunga superiore rispetto ad altre Regioni che pure registrano aumenti dei positivi. La curva epidemica è in costante aumento: negli ultimi dieci giorni sono aumentati anche i sintomatici insieme ai positivi al tampone, mentre gli attualmente positivi sono 75mila a fronte dei 61600 di fine gennaio.  Le restrizioni in zona arancione, in questo contesto, appaiono labili ostacoli all’avanzata della cosiddetta terza ondata: anche per questo De Luca, tra mille polemiche, ha optato per la chiusura delle scuole.

Nell’ultima settimana si è registrata una media di 2070 positivi al giorno (tre settimane fa la media era di 1170), ed è cresciuta anche la media dei morti (23 al giorno contro i 16 di una e due settimane fa); 130 invece le terapie intensive occupate (99 solo un mese fa).

In un tale contesto, la Campania rischia seriamente di finire in zona rossa, con le conseguenze sull’economia e la socialità ormai ben note. Spetterà all’Unità di crisi della Regione, in riunione oggi, prendere decisioni relativa soprattutto all’organizzazione degli ospedali per evitare eventuali collassi.

lunedì, 1 Marzo 2021 - 08:48
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