Quiz per la patente superati col pc spento, 71 indagati per truffa. Tangenti fino a 14mila euro per un esame facilitato

Patenti

E’ un mondo di ‘furbetti’ quello che popola le cronache italiane da ogni latitudine del Paese. Furbetti del reddito di cittadinanza, furbetti del cartellino, la più recente ‘squadra’ dei furbetti dei buoni Covid. E poi quelli delle patenti facilitate, che la scorciatoia la utilizzano per conquistare il documento di guida. Storie italiane, stavolta raccontate dalla Calabria dove 71 persone, tra cui 11 funzionari pubblici, sono finite sotto inchiesta nell’ambito dell’operazione ‘Senso Unico’ condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dal procuratore reggino Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gerardo Dominijanni e dai pm Sara Amerio e Nunzio De Salvo. Due persone sono finite agli arresti (un titolare di autoscuola e un funzionario della Motorizzazione) e cinque autoscuole sono state sequestrate.

L’inchiesta
Le indagini sono partite dalla scoperta di autoscuole ‘fantasma’ tra le province di Reggio Calabria, Pistoia e Brescia. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, una vera e propria associazione a delinquere composta da 13 indagati, tra cui titolari e dipendenti di autoscuole e funzionari pubblici, avrebbe messo in piedi un sistema truffaldino in base al quale, in cambio di soldi, veniva ‘agevolata’ la concessione di patenti di guida per veicoli di ogni tipo. Almeno cinquanta persone, soprattutto stranieri che non spiccicavano una parola di italiano,  avrebbero beneficiato della scorciatoia truffaldina, ideata secondo gli investigatori da Martino Infantino, imprenditore del settore delle autoscuole di Reggio Calabria; quest’ultimo, con la connivenza di funzionari pubblici infedeli, avrebbe esteso la frode sino alla Lombardia e alla Toscana.

La truffa
Per imbastire la frode, ci si serviva di un esaminatore accomodante che compilava i quiz al posto dei candidati o consentiva loro di usare cellulari per poter avere suggerite le risposte. In cambio, si otteneva la tangente che poteva arrivare fino a 14mila euro. Nel corso dell’indagine i finanzieri hanno scoperto che i candidati hanno superato i test sebbene avessero il computer spento e una candidata li avrebbe superati pur essendo fuori dall’aula di esame.Una delle metodologie utilizzate è l’utilizzo di “auricolari miniaturizzati”, senza fili, che permettono a due o più interlocutori di parlare e ascoltare a distanza senza destare sospetto. L’auricolare, infatti, viene occultato all’interno dell’orecchio dell’utilizzatore diventando in tal modo invisibile ed è in grado di far comunicare l’utente in maniera discreta senza che nessuno notasse la conversazione.

Gli indagati
Uno dei pubblici ufficiali coinvolti, Ivan Emanuele di 58 anni,  in servizio alla Motorizzazione di Pistoia, è finito agli  domiciliari in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip reggino Federica Brugnara, assieme a Martino Infantino di 55. Disposta anche un’interdittiva con applicazione del divieto temporaneo di esercitare le attività professionali nei confronti di un altro titolare di autoscuola, Saverio Tripodi di 50 anni, nonché il sequestro preventivo di cinque società esercenti le attività di autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche e del loro patrimonio aziendale. Al blitz hanno partecipato anche i finanzieri del comando provinciale di Pistoia e Brescia.

martedì, 9 Marzo 2021 - 09:57
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