Arrestati 2 manager col pallino della ‘bella vita’: per la Guardia di Finanza case e vacanze erano pagate frodando il fisco


Facevano la bella vita, con auto di lusso, vacanze a Zanzibar e a Dubai, investimenti nel mondo del divertimento ‘di lusso’. Potevano permetterselo però, secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Torino, solo attraverso una articolata frode al Fisco. Nei guai sono finiti due manager accusato di avere emesso fatture per operazioni inesistenti, di autoriciclaggio e infedeltà patrimoniale. L’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dal pm di Torino Ciro Santoriello, ha portato anche al sequestro di alcuni immobili: un appartamento nel centro del capoluogo piemontese, una villa con piscina a Vinovo, bellissima località alle porte di Torino e Moncalieri, e una casa nel borgo antico di Avigliana.

   Gli arrestati, che in passato sono stati amministratore delegato e direttore tecnico di una ditta operante nel settore della robotica industriale (ma che non ricoprono più attualmente quel ruolo, come specificato dall’azienda in questione ndr), avrebbero drenato rilevanti flussi di denaro in danno del Fisco servendosi di una vasta rete di società ‘cartiere’, in molti casi sprovviste di mezzi di produzione adeguati allo svolgimento delle attività economiche e inadempienti agli obblighi fiscali, alcune cancellate dopo poco tempo dal registro delle imprese e intestate a prestanome. Queste aziende, secondo l’accusa che ha anche indagato a vario titolo sei persone, avrebbero emesso fatture false per oltre 7 milioni di euro, consentendo sia l’evasione dell’imposta, sia il trasferimento illecito di denaro sui conti degli arrestati, abituati alla ‘bella vita’, come è stata ribattezzata l’operazione. Il denaro veniva infatti reinvestito nell’acquisto di immobili di lusso, in attività alla moda come un lounge bar nel quadrilatero di Torino e in vacanze a Dubai, Zanzibar, Miami e alle Maldive.

giovedì, 11 Marzo 2021 - 09:15
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