Delitto di Arce, dopo venti anni inizia il processo per la morte di Serena: 5 imputati, Arma dei carabinieri parte civile

La 18enne Serena Mollicone venne uccisa ad Arce il primo giugno del 2001

Prenderà il via oggi, giorno della festa del papà, la prima udienza per la morte di Serena Mollicone, uccisa venti anni fa ad Arce, nel Frusinate. E sembra quasi una coincidenza simbolica che il primo giorno di un processo atteso da due decenni avvenga il 19 marzo, quasi ‘in onore’ di Guglielmo Mollicone, papà di Serena che per conoscere la verità sulla morte dell’adorata e unica figlia si è battuto sino alla fine dei suoi giorni. Papà Guglielmo non sarà presente in aula, perché è morto lo scorso 31 maggio. La famiglia Mollicone non esiste più: Serena non aveva già la mamma, morta giovanissima; lei è venuta a mancare in drammatiche circostanze indagate in venti anni tra misteri, colpi di scena e depistaggi; oggi anche Guglielmo non potrà assistere al procedimento che va comunque avanti.

A sedere sul banco degli imputati nel processo sono in cinque: l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce Franco Mottola, suo figlio Marco, sua moglie Annamaria, il maresciallo Vincenzo Quatrale, accusati di concorso in omicidio. Quatrale è indagato anche per istigazione al suicidio di un brigadiere, Santino Tuzi, uccisosi il giorno prima di una testimonianza mentre un appuntato, Francesco Suprano, è accusato di favoreggiamento. Un processo delicato non solo perché si tratta di un mistero lungo venti anni che ha commosso e indignato l’opinione pubblica ma anche perché coinvolge uomini in divisa. Non a caso, l’Arma dei carabinieri si è costituita parte civile.

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Era il primo giugno del 2001 quando la studentessa Serena Mollicone, ragazza brillante e impegnata nel sociale, scomparve nel nulla. Il padre denunciò la scomparsa ai carabinieri alle 15 di quel giorno dopo ore di preoccupazioni, due giorni dopo il corpo della ragazza fu trovato in un boschetto con mani e piedi legati col fil di ferro e un sacchetto sulla testa. Il caso fu archiviato per poi essere riaperto nel 2008 con la svolta investigativa. Un brigadiere, Santino Tuzi, racconta di avere visto la ragazza entrare nella caserma di Arce proprio nel giorno della scomparsa. Da lì però non sarebbe mai uccisa. Dieci giorni dopo il carabiniere si tolse la vita ma da quella testimonianza iniziarono le indagini sulla famiglia dell’ex maresciallo Mottola. Secondo l’accusa la diciottenne fu uccisa nella loro casa.

venerdì, 19 Marzo 2021 - 11:32
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