Cinque Stelle, anche il deputato Trizzino passa al Misto: «Il Movimento perde pezzi e consensi anche se al Governo, è grave»

Giorgio Trizzino

L’ultimo segnale della volontà di andare via è stata l’interrogazione al ministro della Giustizia Cartabia sulla vicenda che ha coinvolto Nicola Morra, che fino a ieri era suo collega di partito. E’ stato l’ultimo atto sotto le insegne del Movimento Cinque Stelle perché anche Giorgio Trizzino, medico palermitano, ha deciso di abbandonare i pentastellati dopo anni di militanza per passare al Gruppo Misto della Camera. Trizzino era in rotta di collisione con i vertici pentastellati da quando avevano deciso per l’appoggio, suggellato dal voto su Rousseau, al Governo Draghi. Una rottura insanabile che ha spinto il deputato a dire addio. Un addio né ipocrita né burrascoso, spiega lui stesso, ma motivato da un rapporto che non poteva può avere ragione di esistere.

 «Credo – dice Trizzino –  di non aver potuto dare abbastanza, ostacolato, impedito, non riconosciuto per i meriti personali, grandi o piccoli, utili o no, ma offerti e resi disponibili doverosamente. Pur avendo “voluto”, dunque, non ho “potuto”. Forse non ho “saputo” dare; ma questo non è un demerito che mi addosso per intero: il Movimento ha il dovere di accogliere e di valorizzare al meglio le risorse di chi ha chiamato al suo fianco se vuole obbedire al mandato del proprio statuto. Credo che qui abbia ancora molto da fare ed imparare, se ciò che ad oggi ne viene fuori è un’organizzazione che, pur al governo del Paese, va perdendo pezzi per strada, si sfalda, si svuota. È un paradosso perché di solito chi è alla guida trova più consensi di quanti non ne perda; se succede il contrario qualcosa di grave, di molto grave si sta consumando, forse in una inconsapevolezza che sa di incoscienza».

mercoledì, 24 Marzo 2021 - 18:40
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