Abusi sessuali su tre minori, arrestato un parroco. L’appello degli inquirenti: «Ci sono altre vittime, denunciate»

Prete generica

Da seminarista prima e da prete ordinato poi avrebbe abusato di almeno tre ragazzini, ma le vittime potrebbero essere altre. Un parroco della Diocesi di Piazza Armerina, nell’Ennese, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Enna per violenza sessuale e atti sessuali con minori compiuti in un arco di tempo che va dal 2009 al 2013, quando cioè il giovane sacerdote – ora ai domiciliari – era seminarista e poi è stato ordinato prete. La Procura di Enna gli contesta rispetto ai reati che avrebbe compiuto anche l’aggravante di avere approfittato delle giovani vittime che gli erano state affidate durante il catechismo. Il gip, accogliendo la richiesta del procuratore Massimo Palmeri e dei sostituti Stefania Leonte e Orazio Longo, ha emesso un’ordinanza agli arresti domiciliari.

Le indagini
Tutto è partito dalla denuncia di un giovane alla Squadra Mobile di Enna. La vittima dei presunti abusi si presentò in commissariato per raccontare le violenze subite dal 2009 al 2013, ovvero da quando aveva appena sedici anni fino ai venti. Ma le presunte vittime sono tre perché anche altri due giovani sarebbero finiti nelle mire del sacerdote. Solo in un caso si sarebbe consumata una violenza sessuale, negli altri due le vittime avrebbero subito abusi. Testimonianze che hanno indotto il gip a ordinare l’arresto del prete, eseguito dalla polizia di Ferrara dove oggi si è trasferito.

«Denunciate»
Ma forse non sono state solo tre le ‘prede’ del sacerdote. Un solo ragazzo ha avuto il coraggio, da adulto, di denunciare; gli altri due casi sono venuti fuori nel corso delle indagini, si teme quindi che possano esserci altre persone che hanno subito le attenzioni morbose del prelato. Per questo dalla Procura ennese è partito l’appello a denunciare, cercando il coraggio trovato invece dal giovane che ha fatto scattare l’inchiesta. Un ragazzo che all’epoca dei fatti era un adolescente che frequentava la parrocchia e che in quattro anni avrebbe subito violenza da parte del parroco.

La Procura ha delegato le indagini alla squadra mobile che ha svolto attività tecnica, sentendo decine di persone informate sui fatti,  trovando elementi di riscontro alla ricostruzione della vittima. Diversi potenziali testimoni da anni non vivono più ad Enna per studio o lavoro e sono stati sentiti da personale delle squadre mobili di varie Questure d’Italia. Oltre a intercettazioni ed alle tecniche investigative di tipo tradizionale, la polizia, secondo quanto riporta l’Ansa,  ha effettuato perquisizioni domiciliari e accertamenti informatici alla ricerca di elementi di prova. Grazie al prezioso lavoro della Polizia Postale i contenuti dei numerosi supporti di memoria, computer e telefono cellulare sono stati sequestrati, duplicati da un consulente tecnico nominato dalla Procura e analizzati dalla squadra mobile di Enna.  E questo, secondo l’accusa, ha permesso agli investigatori di trovare ulteriori riscontri al racconto del denunciante. Durante le indagini sono emerse nuove ipotesi di reato, abusi,  che sarebbero stati commessi dal sacerdote nei confronti di altri due minorenni, nei confronti dei quali l’indagato ha svolto ruolo di guida spirituale.

Leggi anche:
– Avellino, restano in carcere i fidanzati killer. Scena muta dinanzi al gip
– Mafiosi (e parenti) col reddito di cittadinanza, 76 denunciati a Catania: dovranno restituire 600mila euro all’Inps
– Blitz antimafia, 17 misure cautelari a Potenza. Sequestrata la società che gestisce il bar del Palazzo di Giustizia
– Ucciso per un posto auto occupato abusivamente, convalidato il fermo dei 4 indagati. Il gip: «Animali feroci»

martedì, 27 Aprile 2021 - 09:40
© RIPRODUZIONE RISERVATA