Loggia Ungheria, Csm parte offesa. Davigo va in tv: «Incomprensibile mancata inchiesta sui verbali di Amara»

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Il Consiglio superiore della Magistratura si costituirà parte offesa nei procedimenti che quattro Procura (Milano, Roma, Perugia, Brescia) hanno aperto sulla vicenda dei verbali relativi alla loggia ‘Ungheria’ che il pm milanese Paolo Storari passò all’ex consigliere Csm Piercamillo Davigo. Secondo i consiglieri di Magistratura Indipendente, che hanno sollecitato la costituzione come parte offesa del Csm, la vicenda sarebbe frutto di una «inquietante e oscura attività di dossieraggio e di delegittimazione».

I verbali furono inviati in forma anonima ad alcuni giornalisti che a loro volta denunciarono tutto ed all’altro componente del Csm Nino Di Matteo. Sabato Storari (che risulta indagato, come atto dovuto, per rivelazione di segreti di ufficio) riferirà quanto sa della vicenda agli inquirenti della Procura di Roma. In quella sede dovrà chiarire molti aspetti, in attesa che il procuratore di Milano Francesco Greco invii la propria relazione.

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Intanto, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, il caso si arricchisce di un nuovo capitolo: stando alle ultime notizie, infatti, quando i giornalisti che avevano ricevuto i verbali sporsero denuncia, i vertici della Procura milanese affidarono l’inchiesta sulla fuga di notizie proprio a Paolo Storari, cioè colui che quei verbali li aveva mandati a Davigo come forma di autotutela e che poi decise di spogliarsi dell’inchiesta quando seppe che nell’indagine aperta a Roma era indagata per calunnia la segretaria del consigliere al Csm, Marcella Contrafatto.

Intanto Piercamillo Davigo è stato ascoltato per ore dagli inquirenti romani e in una intervista a Piazza Pulita ha dichiarato che quando il pm Storari ha mostrato copia dei verbali dell’ex avvocato Eni Paolo Amara «mi sembrava incomprensibile la mancata iscrizione. Non si possono fare atti di indagine se non si fanno iscrizioni. E quelle cose richiedevano indagini tempestive». In seguito Davigo ha precisato che non si trattasse propriamente di verbali, ma «copie word di atti, per supporto alla memoria. Io gli atti originali non li ho mai visti. Storari mi ha segnalato una situazione critica e mi ha dato il materiale necessario per farmene un’opinione, dopo essersi accertato che fosse lecito. Io ho spiegato che il segreto investigativo, per espressa circolare del Csm, non è opponibile in Csm». «Non si potevano seguire le vie formali – ha poi aggiunto – la via formale più semplice era rivolgersi al procuratore generale, il problema era che la sede era vacante. Qualunque strada formale avrebbe comportato il disvelamento di tutta la vicenda. C’era la necessità di informare i componenti del Comitato di presidenza, perché questo dicono le circolari, in maniera diretta e sicura».

venerdì, 7 Maggio 2021 - 11:22
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