Verbali Amara, l’inchiesta affidata alla Procura di Brescia. Al vaglio la posizione dell’ex consigliere Csm Davigo

L'ex pm di Mani Pulite Piercamillo Davigo

Il primo nodo, essenziale, è stato sciolto. Come spiegavamo in un altro articolo, rispetto alle indagini sui verbali dell’ex avvocato Eni Pietro Amara sulla cosiddetta Loggia Ungheria c’era da risolvere il nodo dell’attribuzione della competenza, ovvero decidere quale Procura, delle quattro che stavano procedendo autonomamente con le indagini, dovesse essere investita dell’inchiesta. A procedere, dunque, sarà la Procura di Brescia che indagherà sulla rivelazione del segreto di ufficio che ha consentito ai verbali di ‘uscire’ dalla mura del Palazzo di Giustizia di Milano. Per il reato, come noto, è indagato il pm milanese Paolo Storari, ascoltato sabato dagli inquirenti della Procura di Roma: compito dei magistrati bresciani sarà stabilire se la decisione di Storari di inviare gli atti a Piercamillo Davigo, benché secretati, fosse fondata e se Davigo stesso (non indagato) abbia concorso alla violazione.

Dopo l’interrogatorio romano, che ha consentito di fissare il primo punto relativo alla competenza territoriale (determinata dal fatto che i verbali secretati sono partiti da Milano), la procura di Brescia ripartirà da zero. A Roma resta invece l’inchiesta relativa alla segretaria di Davigo, Marcella Contraffatto, indagata per calunnia, che avrebbe inviato il plico anche al consigliere Csm Nino Di Matteo per, a quanto pare, sottolineare che la Procura di Milano era stata inerte rispetto alla questione delle dichiarazioni di Amara sulla Loggia.

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Paolo Storari, a questo punto, dovrà comparire anche dinanzi gli inquirenti bresciani e così pure Piercamillo Davigo che, come sottolineato da lui stesso ai giudici che lo hanno ascoltato a Roma e poi in tv, lo avrebbe spinto a consegnargli i verbali perché «tecnicamente autorizzato» a riceverli in base ad una circolare del 1994 del Csm che stabiliva che gli atti riservati relativi a problemi interni di un ufficio giudiziario possono essere trasmessi al Consiglio superiore della magistratura in deroga al segreto di indagine, purché con esposto formale.

martedì, 11 Maggio 2021 - 09:06
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