Elezioni a Napoli, è psicodramma Pd: oggi la direzione di partito, Manfredi chiede garanzie e i grillini (per ora) non mollano


La quadra non si trova. Il Pd è ancora in alto mare sulla scelta del candidato unitario e la possibile ritirata di Gaetano Manfredi (che chiede garanzie), ex rettore della Federico II ed ex ministro dell’Università e della Ricerca, rischia di rendere ancora più nebulosa la strada per indicare un nome in grado di ottenere il sostegno più largo possibile delle forze di centro-sinistra.

Lo scoglio più difficile da superare è la natura dell’accordo col Movimento Cinque Stelle: se da un lato è certo (salvo colpi di scena) il ticket Pd-grillini, dall’altro vi è però uno scontro su quale partito dovrà imporre il suo candidato. Uno scontro legato a doppio filo alla città di Roma, dove pure si torna al voto e dove il Pd e i grillini sono arrivati ai ferri corti. Nella Capitale è saltata infatti ogni possibilità di intesa: i Cinque Stelle hanno deciso di (ri)puntare su Virginia Raggi, lasciando così a secco il Pd che non voleva sostenere l’attuale sindaco. Il risultato è che i ‘dem’ sceglieranno con le primarie un proprio candidato, mentre Italia Viva ha già annunciato il sostegno alla candidatura del leader di Azione Carlo Calenda.

Proprio questo scenario romano ha incrinato il rapporto di fiducia tra Pd e Cinque Stelle che pure si sono giurati amore eterno dopo l’esperimento del Conte bis. Così a Napoli il centrosinistra è ancora nelle sabbie mobili. Una soluzione potrebbe arrivare oggi pomeriggio: Enrico Letta, subentrato alla guida del Pd nazionale dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti, ha convocato la direzione del partito per fare il punto sulle amministrative e sull’alleanza coi Cinque Stelle. In questa sede, dunque, si potrebbe decidere il destino di Napoli, dove per ora il dibattito pubblico vede uno scontro (sulla candidatura) tra Gaetano Manfredi (sponsorizzato dal Pd) e il presidente della Camera Roberto Fico (spinto dai grillini). Pd e Cinque Stelle, del resto, hanno la necessità non solo di correre uniti ma di schierare il migliore profilo possibile.

La partita, a questo giro, è complicata. Anche se manca ancora l’ufficialità, è ormai certa la discesa in campo del magistrato Catello Maresca, che da mesi sta lavorando ai fianchi del centrodestra per ottenerne l’appoggio. E proprio nei giorni scorsi sembra essere arrivato il via liberà definitivo di tutti i partiti al sostegno dell’ex pm di Dda (anche perché Maresca sarebbe intenzionato a non obbligare i partiti alla rinuncia dei simboli). Così facendo Maresca potrà contare su una propria (folta) platea di sostenitori che va a pescare nella società civile, nel mondo dell’associazionismo, e adesso anche nel mondo del centrodestra (che a Napoli, va sottolineato, non ha più un suo peso specifico). E il nome di Maresca potrebbe anche determinare l’uscita di scena di Manfredi, dal momento che si potrebbe prospettare una contesa di voti in una stessa cerchia di elettori: la differenza, a questo punto, dovrebbero farla i partiti ed è per questa ragione che Manfredi chiederebbe garanzie politiche sull’unità della coalizione.

Ma vi è di più: il centrosinistra rischia una dispersione di voti anche a causa della candidatura autonoma di Antonio Bassolino, che ha deciso di ritornare sulla scena dopo la poggia di assoluzioni incassate a seguito delle numerose inchieste aperte a suo carico dalla procura per fatti relativi alla sua esperienza di pubblico amministratore. Dopo avere cercato il sostegno del Pd e dopo avere ottenuto nuovamente un secco ‘no’ da quello che fu il suo partito, Bassolino ha rotto gli indugi ed è già da tempo in piena campagna elettorale: tra i nomi in circolazione, il suo è il solo profilo politico puro in campo. A sostenerlo ci saranno liste civiche e con buona probabilità lo affiancherà Azione, il partito di Carlo Calenda che sta cercando di mettere radici anche a Napoli. Non fa paura, invece, Alessandra Clemente, la prima candidata a sindaco di Napoli in continuità con l’operato (assai contestato) di Luigi de Magistris: l’attuale assessore vede assottigliare, giorno dopo giorno, la platea dei sostenitori. Rosario Andreozzi, ormai ex fedelissimo di Luigi de Magistris e legato ad ambienti di Insurgencia), ha aderito a un nuovo gruppo consiliare insieme ad altri 5 consiglieri (Napoli in Comune a Sinistra-Ecologica e Democrazia).

venerdì, 14 Maggio 2021 - 10:57
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