Opere pubbliche, proposta di De Luca al Governo: «Chi vince la gara termina i lavori, i ricorsi non fermeranno più i lavori»


La sburocratizzazione è sempre stato un suo pallino e, da quando ha inaugurato le dirette-monologo del venerdì pomeriggio sul tema della pandemia, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca non ha mai perso occasione per denunciare la bulimia di regole e norme che troppo spesso diventa zavorra nello sviluppo del Paese. Così, dopo avere accusato ripetutamente il Governo Conte (ma in linea di massima tutti i Governi che sino ad oggi hanno operato) di avere fatto poco e niente per snellire la macchina amministrativa (e non solo) dalla proliferazione di norme, De Luca è passato al contrattacco e ha deciso di presentare un suo ‘piano’ al nuovo Governo allo scopo di procedere, almeno in uno dei settori della pubblica amministrazione, a un processo rapido di sburocratizzazione.

Il progetto riguarda le opere pubbliche, quelle che spesse volte si arenano nelle sabbie mobili dei ricorsi tra le imprese che partecipano a un bando di gara pubblico. «La Regione approverà martedì prossimo una proposta di legge da avanzare al Parlamento nazionale – ha anticipato De Luca in diretta Facebook – La proposta è che quando si consegna un’opera dopo una gara, quest’opera non si possa fermare più… Se c’è ricorso al Tar di uno dei partecipanti alla gara, l’opera non si ferma, e se poi chi fa ricorso ha ragione riceve un risarcimento economico. Ma l’opera va avanti».

Con questa proposta, ha incalzato De Luca, si vuole dare «un contributo alla sburocratizzazione nel nostro Paese». Sburocratizzazione che De Luca invoca su larga scala e che viene ritenuta necessaria per fare correre l’Italia, soprattutto dopo le pesanti ripercussioni sull’economia provocate dal Covid-19: «E’ evidente che se non diamo svolta radicale sul piano amministrativo e burocratico difficilmente impiegheremo al meglio i fondi europei, e il declino dell’economica italiana proseguirà e anziché recuperare prodotto interno lordo rispetto a Germania e Francia noi faremo passi indietro».

venerdì, 14 Maggio 2021 - 17:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA