Napoli, i tormenti del Pd sul candidato sindaco: countdown per Manfredi, grillini e dem costretti all’accordo per evitare flop

Gaetano Manfredi

La direzione nazionale del Pd non ha risolto il rebus del caso Napoli. Da Enrico Letta nessun accenno allo scenario politico partenopeo e alle vicine elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale e dunque del sindaco. Eppure sabato in tanti attendevano che dalla direzione nazionale arrivasse un’indicazione per uscire dall’impasse in cui il Pd si è nuovamente infilato. Il nodo da sciogliere è relativo all’alleanza con il Movimento Cinque Stelle. Sì, perché i grillini premono per candidare un proprio uomo (Roberto Fico) con l’appoggio del Pd, mentre i ‘dem’ spingono sull’ex rettore della Federico II ed ex ministro Gaetano Manfredi con l’appoggio dei pentastellati. E da questo stallo non si riesce a uscire. Una soluzione sarebbe quella di correre da soli, come accadrà a Roma, Milano e Torino dove l’alleanza giallorossa è naufragata (non senza polemiche), ma i grillini e il Pd temono che lo spacchettamento dei voti li possa candidare alla sconfitta.

Né va dimenticato che tra i concorrenti ci sarà quasi sicuramente il magistrato Catello Maresca, che dispone già di un proprio ‘pacchetto di voti’ (il mondo dell’associazionismo e parte della società civile che lo ha conosciuto per il suo lavoro) e che dovrebbe incassare anche l’appoggio del (debole) centrodestra. Ecco perché Pd e grillini non vogliono correre il rischio di presentarsi divisi e dunque più fragili alle urne. Tuttavia la necessità di cercare di scampare una debacle al voto ha infilato soprattutto il Pd in una via, per ora, senza uscita. Con Gaetano Manfredi che ancora non si sbilancia ufficialmente: l’ex rettore è pronto a un impegno per la città ma chiede garanzie politiche sulla compattezza della coalizione nonché un impegno del Governo a sostenere i Comuni in difficoltà economica, come lo è Napoli, perché governare la città partenopea coi conti in profondo rosso non consentirebbe al neo sindaco di muovere uno spillo e quindi di lasciare un segno positivo. Per questa ragione Manfredi non ha ancora dichiarato pubblicamente cosa farà.

Si è concesso una (breve) pausa di riflessione e domani, lunedì 17 maggio, potrebbe essere il giorno della svolta: l’ex rettore dovrebbe dichiarare se accetterà la candidatura oppure no. In questo caso i grillini potrebbero decidere di fare un passo indietro e rinunciare all’idea di lanciare Roberto Fico, sfilandosi così da uno scenario difficile da gestire: Fico è attualmente la terza carica della Stato e né ai grillini, né tantomeno ai dem, piace l’idea che il pentastellato sia costretto a dimettersi, lasciando scoperta la casella di presidente della Camera, per inseguire il sogno di diventare sindaco. Se invece Manfredi dovesse rifiutare, il Pd si troverebbe sempre più in difficoltà: in questo caso occorrerà individuare un nuovo candidato, magari anche attraverso le primarie; quel che è certo è che i ‘deluchiani’ faranno sentire il loro peso; oppure il Pd potrebbe trovarsi costretto ad accettare un candidato grillino.

domenica, 16 Maggio 2021 - 11:05
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