Comunali, Manfredi mostra il ‘re nudo’ e a Roma si lavora per norma salva-Napoli. DeMa: «No a legge cucita su candidato»

Luigi De Magistris
Luigi de Magistris

Come il bambino della fiaba che indica il re nudo, così Gaetano Manfredi con la sua lettera di rinuncia alla candidatura a sindaco svela al mondo quella che già si sapeva essere la vera urgenza della città di Napoli. I cinque miliardi di debiti, l’impossibilità di costruire, di programmare, persino di gestire i servizi essenziali: la nota dolente di Manfredi ha svegliato i partiti sul vero tema di questa elezione ma non solo. Perché la situazione vissuta da Napoli non è diversa da quella vissuta in altri Comuni italiani. Urge dunque mettersi a lavoro per una norma anti-dafault.

La lettera dell’ex ministro dell’Università ha dato lo scossone che serviva e a Roma è già pronto un pacchetto di misure che già oggi dovrebbe passare al vaglio del Consiglio dei Ministri. L’occasione è il decreto Sostegni bis nel quale una norma-ponte potrebbe consentire di superare il rischio dissesto alla luce soprattutto della sentenza della Consulta che ha bocciato la possibilità di ripianare il deficit in trenta anni. A rischio, ci sono 1400 enti locali. Enti locali ai quali serve liquidità, un progetto di ripianamento del debito ma, nel caso di Napoli, non solo perché i 100 milioni di euro previsti come prima iniezione di liquidi sarebbero solo una punturina omeopatica, vista la voragine nei conti. L’idea sarebbe quella dunque di  varare un provvedimento salva-Napoli sulla scia del salva-Roma, con lo Stato che si accolla i debiti della città e queste che lo ripagano a rate a zero interessi. Un’idea che troverebbe la strada spianata in Parlamento, con adesione dal centrosinistra ovviamente, ma anche dal centrodestra che non vuole trovarsi una eventuale città da amministrare con un mega buco nelle casse.

Voce fuori dal coro è proprio l’attuale sindaco di Napoli de Magistris, che si dice «contrario a una legge speciale per una città e non può essere cucita sul candidato». Secondo il primo cittadino serve una legge per i Comuni che sono alle prese con un «debito ingiusto». Secondo de Magistris, fare una legge in piena campagna elettorale «non sarebbe una bella cosa e inoltre sarebbe anche un po’ mortificante per chi come noi, in questi dieci anni, ha buttato il sangue e ogni volta che abbiamo interloquito con Roma ci è stato detto che non si può mettere a disposizione nemmeno un centesimo di euro e oggi invece – ha sottolineato –  guarda caso vorrebbero mettere a disposizione soldi per una legge speciale».

giovedì, 20 Maggio 2021 - 09:10
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