«Intascò tangente da 32mila euro e ne chiese una da 500mila»: due imprenditori accusano l’ex sindaco leghista di Foggia

Franco Landella durante una manifestazione

Avrebbe intascato una tangente di circa 32mila euro Franco Landella, sindaco leghista di Foggia dimissionario lo scorso 4 maggio e arrestato questa mattina dalla squadra mobile su ordinanza del gip foggiano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la tangente sarebbe stata versata dall’imprenditore edile Paolo Tonti per il rinnovo di una proroga di concessione urbanistica. La mazzetta, sempre secondo la tesi degli inquirenti, sarebbe stata redistribuita ai consiglieri di maggioranza Capotoso e Iacovangelo (entrambi finiti agli arresti domiciliari) e ad altri quattro consiglieri (per i quali non è stata chiesta misura cautelare) con la collaborazione della consorte del sindaco, ex dipendente dell’ufficio di gabinetto, Iolanda Di Donna, affinché votassero a favore della delibera in consiglio comunale.    

Leggi anche / Corruzione, arrestato il sindaco dimissionario di Foggia. Sospesa la moglie, due consiglieri ai domiciliari

Per questi motivi Landella e sua moglie, i consiglieri Iacovangelo e Capotosto, e l’imprenditore Tonti sono indagati per corruzione. Anche Tonti è stato arrestato e posto ai domiciliari. Mentre Di Donna è stata sospesa dall’esercizio del pubblico ufficio. La tangente sarebbe stata divisa in due tranche di duemila euro ciascuna.

Il secondo episodio
La vicenda che ha dato la stura alle indagini riguarda invece un altro appalto. Secondo la ricostruzione Landella avrebbe incontrato l’agente di una società che intendeva aggiudicarsi l’appalto di project financing per la riqualificazione e l’adeguamento della pubblica illuminazione del Comune di Foggia, un appalto da 53 milioni di euro. L’ex sindaco avrebbe chiesto 500mila euro, ma la sua richiesta è stata registrata dall’imprenditore che ha poi denunciato ai magistrati.

venerdì, 21 Maggio 2021 - 14:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA