Brocker della ‘ndrangheta Rocco Morabito catturato in Brasile: primula rossa del narcotraffico, era ricercato da 27 anni

Rocco Morabito in un frame del video della sua cattura nel 2019

E’ considerato un boss del narcotraffico con una vita criminale sospesa tra Italia e Sud America e nel ‘curriculum’ la fama di ricercato numero due nel Bel Paese. Secondo solo a Matteo Messina Denaro. Rocco Morabito, Tamunga, torinese di origini calabresi sfuggito alla giustizia italiana da 23 anni, autore pure di una rocambolesca fuga da un carcere di Montevideo in Uruguay quando, nel 2017, gli investigatori italiani erano riusciti ad arrestarlo, è stato stavolta stanato dai carabinieri del Ros in Brasile. Con lui è stato catturato anche Vincenzo Pasquino, latitante originario di Torino, anche lui inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi. All’indagine che ha portato all’arresto dei due hanno collaborato anche il gruppo dei carabinieri di Locri e quelli del comando provinciale di Torino. L’operazione, coordinata dagli inquirenti italiani, ha visto in campo Ros, Dea, Fbi e dipartimento di giustizia statunitense. Una operazione congiunta giustificata dallo spessore del criminale ricercato.

Chi è Morabito
Rocco Morabito era infatti, fino a ieri, inserito nell’elenco del Viminale dei 10 latitanti più pericolosi, secondo solo alla primula rossa Matteo Messina Denaro. Nel 1994 era scappato in Sud America, è stato ritrovato nello stato di Paraiba, Nord del Brasile, insieme a Pasquino. Condannato in Italia a 30 anni di carcere per narcotraffico, era stato arrestato nel 2019 ma era riuscito a scappare poco prima dell’estradizione dal carcere di Montevideo scappando attraverso i tetti della struttura insieme a dei complici fino a calarsi nella veranda dell’abitazione di una donna, cui furono anche rubati tutti i soldi che aveva in casa. Ci sono voluti altri due anni di indagini oltre Oceano, ai carabinieri del Ros, per risalire alla nuova tana di Morabito nel nord del Brasile. Morabito è cugino del boss Giuseppe Morabito, detto “‘u tiradrittu’: ha gestito, secondo gli inquirenti, un gigantesco traffico di droga che dal Sudamerica si diramava verso la Sicilia, quindi la Lombardia e la Calabria, inondando l’Italia di cocaina. In Uruguay era conosciuto col nome di ‘Souza’. Il boss, infatti, come accertò la polizia, era riuscito a procurarsi documenti brasiliani su cui compariva il nome di Francisco Antonio Capeletto Souza di Rio de Janeiro. Nell’ottobre del 1994 era riuscito a sfuggire alla cattura, per poi trasferirsi in Sudamerica.

martedì, 25 Maggio 2021 - 08:36
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