Uccide 2 bimbi e passante e si ammazza: raptus di un 34enne con problemi psichici con l’arma del padre deceduto


Era già stato sottoposto al Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, Andrea Pignani, il 34enne che ieri ha ucciso a sangue freddo due bambini di 10 e 5 anni e un passante 74enne che era intervenuto. L’uomo nel maggio del 2020 aveva subito il trattamento, poi era ritornato nella villetta di Ardea in cui, dopo il triplice omicidio, si è tolto la vita con la stessa arma: una pistola appartenuto al padre deceduto, che era stato guardia giurata, e mai riconsegnata. Due punti fondamentali, questi, per un’inchiesta che non potrà punire l’autore dell’efferato delitto, che ha scelto di togliersi la vita dopo 3 ore passate asserragliato nell’abitazione del complesso residenziale di Colle Romito, a Sud di Roma. Ma che potrà almeno chiarire perché quel 34enne affetto da turbe psichiche che già in passato si era fatto ‘notare’ dal vicinato fosse libero, nonostante le minacce di morte alla mamma con un coltello e un Tso durato un giorno e seguito da alcune prescrizioni mediche che forse non aveva mai seguito; e perché nessuno ha mai chiesto conto di quella pistola, appartenuta a suo padre, e che, secondo quanto emerge, Pignani avrebbe tenuto con sé nella mansarda della villetta in cui viveva da solo: una Beretta modello 81 calibro 7.65, mai denunciata e quindi diventata, dopo la morte del padre dell’omicida, un’arma clandestina. Arma con cui l’ingegnere informatico di 34 anni, solitario e affetto da gravi problemi, ha sparato a due bambini di 10 e 5 anni e poi al vicino di casa 74enne senza un apparente movente.
Mancava poco all’ora di pranzo e Daniel Fusinato, 10 anni, con il fratellino David di 5 sarebbero di lì a poco tornati a casa per pranzo. Ad attenderli mamma e papà, quest’ultimo a casa ai domiciliari; ai genitori avevano detto che andavano nel parchetto a giocare, un’abitudine per quei bimbi che non immaginavano di andare incontro ad un destino brutale. Così come non lo immaginava Salvatore Ranieri, romano che stava passando il fine settimana ad Ardea dove aveva una casa vicino al mare, e che si è trovato a passare mentre Pignani sparava ai bambini. «Che fai?» gli ha urlato fermandosi con la bici, e il 34enne gli ha sparato a bruciapelo alla tempia. Non ha avuto il tempo di reagire, è morto sul colpo. Daniel e David invece hanno resistito qualche minuto, con le manine intrecciate a quelle di papà Domenico, in attesa dell’ambulanza che, secondo i racconti dei testimoni, sarebbe arrivata in ritardo. Accuse respinte dall’Ares di Ardea, che in una nota ha ribadito che i soccorritori hanno agito «con tempestività e massimo impegno». Le condizioni dei due piccoli, in ogni caso, erano gravissime: Pignani ha sparato mirando al petto e alla gola, «come una esecuzione» ha detto qualcuno, subito smentito dall’avvocato della famiglia che ha ribadito alle agenzie di stampa che non si è trattato di esecuzione. Del resto, le vittime erano due bimbi, la famiglia non conosceva il killer se non per il fatto che era un uomo che aveva dato problemi, ma questo lo sapeva l’intero vicinato del consorzio di villette a schiera che conta 2mila anime.

Dopo l’agguato, il 34enne si è chiuso in casa. Intorno alla villetta si è formato il cordone di carabinieri, con il supporto del reparto di pronto intervento antiterrorismo Api e Sos. Tre ore è durato l’assedio, ma molto probabilmente l’uomo, che non rispondeva al negoziatore dell’Arma, si era già ucciso con la stessa arma.

lunedì, 14 Giugno 2021 - 08:30
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