Bomba nell’auto del dirigente dei parchi e delle ville di Roma. L’ipotesi: intimidito perché denuncia abusi e assenteismo

Il Tevere

Una intimidazione in stile malavitoso, il gesto di chi voleva incutere timore – o forse peggio – al principe Marco Doria, presidente del tavolo per la riqualificazione dei parchi e delle ville storiche di Roma. Qualcuno ha piazzato un ordigno artigianale nella sua auto, una bomba rudimentale composta con una bomboletta spray riempita di polvere pirica, munita di innesco fai da te e inserita nel motorino del tergicristallo. L’ordigno è stato piazzato nella vettura probabilmente mentre era in sosta in via Tito Speri, quartiere Prati della Capitale.

  L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio quando sono stati notati dei cavi sospetti. Sul posto la polizia con gli artificieri. L’area è stata transennata e messa in sicurezza. Gli artificieri hanno disinnescato l’ordigno che, secondo gli investigatori, sarebbe stato in grado di esplodere. Sulla vicenda sono ora in corso indagini della Digos di Roma. Al vaglio le telecamere di videosorveglianza di zona che potrebbero aver ripreso chi si è avvicinato alla macchina di Doria. Informazioni utili potrebbero arrivare anche da eventuali testimoni.

Uno dei moventi presi in considerazione dagli inquirenti è legato proprio all’attività di Doria per parchi e ville romane. Forse chi ha piazzato la bomba rudimentale voleva lanciargli un avvertimento, sulla scia di altre minacce che lo stesso Doria aveva già denunciato ottenendo per questo un dispositivo di tutela che è stato immediatamente sensibilizzato dopo l’episodio. Alla luce di quello che è accaduto verrà valutato nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica  un eventuale innalzamento della misura di tutela nei suoi confronti.

Solidarietà al dirigente è stata espressa dal sindaco di Roma Virginia Raggi: «Un fatto gravissimo, esprimo la mia piena solidarietà – ha scritto su Twitter. Solidarietà anche dal candidato del Pd alle primarie per la corsa al Campidoglio Roberto Gualtieri: «Ha avuto il coraggio di denunciare abusi e irregolarità ed è stato bersaglio di vili atti intimidatori. Non lo lasceremo solo».

Ma cosa può portare qualcuno a decidere di intimidire più volte un dirigente del Comune di Roma che si occupa di parchi e ville romane? Doria in verità in due anni di incarico ha cercato di fare piazza pulita delle presunte irregolarità, denunciando i giardinieri che usavano le auto comunali, l’assenteismo di alcuni operai che lavoravano in case private in orario di lavoro, l’occupazione abusiva di alcuni edifici o il danneggiamento di statue e monumenti. Un dirigente zelante, dunque, come è giusto che sia. Che però si è meritato per questo impegno gesti di ritorsione paurosi. Come il falco impiccato che trovò appeso allo specchietto retrovisore dell’auto, o la bottiglietta manomessa con una siringa d’acido che aveva sulla propria scrivania in ufficio. Atti di intimidazione degni di un clan che hanno portato le autorità a metterlo, di fatto, sotto scorta.

giovedì, 17 Giugno 2021 - 09:55
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