Ex vigilessa scomparsa in Valcamonica dopo escursione in montagna, due figlie indagate per omicidio volontario

Laura Ziliani

I romanzieri americani lo chiamerebbero ‘plot twist’. In Italia un colpo di scena. L’iscrizione sul registro degli indagati delle due figlie di 19 e 27 anni di Laura Ziliani, dipendente comunale di Roncadelle (Brescia) scomparsa a maggio, è una svolta choc nell’inchiesta sulla misteriosa sparizione delle donna, ex vigilessa 55enne. Le due ragazze (una terza figlia non è coinvolta) sono indagate a piede libero per il presunto omicidio volontario della madre, il cui corpo non è stato ancora trovato. A muovere l’accusa è la Procura di Brescia che, come atto dovuto per esigenze tecniche secondo quanto fatto trapelare da alcuni inquirenti, hanno messo sotto inchiesta la figlia maggiore e la figlia minore della donna, mentre la figlia mezzana è affetta da una grave malattia ed è estranea all’inchiesta.

Laura Ziliani, ex vigilessa, è scomparsa lo scorso 8 maggio a Temù, paesino della Valle Camonica. E’ uscita per una escursione in montagna e non ha fatto più ritorno, furono proprio le figlie ad avvertire i carabinieri che la loro madre, dopo avere comunicato di voler fare una passeggiata tra i sentieri della Valle, si era volatilizzata. Dapprima si era pensato ad un incidente di montagna, visto che la 55enne, vedova dal 2012 (il marito morì travolto da una valanga) non aveva mai espresso la volontà di allontanarsi volontariamente o di compiere gesti estremi.

Ma quali elementi sono emersi, tali da giustificare l’iscrizione delle figlie sul registro degli indagati? Secondo quanto emerso, nella casa di Temù (oggi sotto sequestro) i carabinieri durante una ispezione nell’abitazione delle vacanze hanno rinvenuto, incastrato tra una panca in legno e le scale della cantina, il telefonino della donna. Telefonino che fu recuperato poi da una delle figlie e consegnato ai militari. Inoltre non ci sono testimonianze attendibili, tranne una, sulla presenza di Laura nei sentieri che quella mattina avrebbe dovuto percorrere. I cani molecolari utilizzati dopo la scomparsa e fino al 15 maggio portano ad una zona impervia, caratterizzata da dislivelli, vegetazione, tratti in cui si può restare vittime di incidenti, ma delle tre testimonianze oculari di chi dice di averla incontrata, solo una è considerata attendibile. Una telecamera avrebbe pure ripreso l’ex vigilessa.  Infine, ci sarebbero incongruenze tra le versioni fornite in tempi diversi dalle due ragazze.

 Il 23 maggio, 15 giorni dopo la scomparsa, è stata trovata nei pressi del fiume Fumeclo una scarpa marca Salomon che indossava quando era uscita di casa. Ma del corpo nessuna traccia.

mercoledì, 30 Giugno 2021 - 07:54
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