Nola, 35enne muore in ospedale dopo il parto cesareo: la denuncia dei familiari. Sequestrata la cartella clinica


 Muore dopo aver dato alla luce il proprio bambino. Sarà la Procura di Nola a indagare sulla morte di Clara Pinto, 35enne di Poggiomarino (Napoli) receptionist di un centro estetico di San Giuseppe Vesuviano, avvenuto subito dopo che la donna era stata sottoposta al taglio cesareo non previsto per far nascere il suo primogenito Mattia Gennaro. Il decesso è avvenuto nell’ospedale di Nola dove la ragazza era stata ricoverata quattro giorni prima per far nascere il piccolo con parto naturale. Una situazione normale, Clara non aveva problemi di salute, la gravidanza era stata tranquilla; stando a quanto emerge dalla denuncia presentata dai familiari, la donna per quattro giorni è stata sottoposta alle stimolazioni necessarie per indurre il parto. Quattro giorni sfiancanti, testimoniati dai messaggi inviati ai familiari, messaggi cessati due giorni fa quando il suo cuore, poche ore dopo la nascita del bimbo, ha cessato di battere. Ora i genitori e il marito Lorenzo chiedono che vengano chiarite le cause della sua morte.

Oggi presso il Policlinico di Napoli verrà svolto l’esame autoptico sulla sua salma mentre a seguito dell’esposto della famiglia i carabinieri hanno sequestrato la cartella clinica che ricostruisce passo passo i quattro giorni prima del parto. Quattro giorni difficili, nell’ultimo dei quali i quali alla giovane era stato chiesto anche di evitare di dormire proprio per consentire le stimolazioni. Poi, del tutto inatteso perché non programmato, il taglio cesareo. Il piccolo nasce, sta bene, tutto sembra normale e la famiglia, a distanza a causa delle restrizioni Covid, travolta dalla gioia per la nuova nascita- Gioia che dura poco. Uno degli ultimi contatti di Clara Pinto con la mamma – racconta “Il Mattino” – è stata una videochiamata in cui erano evidenti le sue condizioni di stanchezza e dolore: non riusciva a tenere il neonato in braccio. Poi un messaggio alla cugina: «Sono distrutta». In particolare, la 35enne accusava dolori nella parte alta dello stomaco. Dopo quei contatti, il telefonino di Clara diventa muto. Sarà una chiamata dall’ospedale ad avvertire il marito Lorenzo che la donna si era sentita male ed era in rianimazione; all’arrivo presso il nosocomio Santa Maria della Pietà l’uomo ha saputo che sua moglie era morta.

Dopo il comprensibile dolore, la lucida scelta di chiedere accertamenti: i familiari presentano la denuncia ai carabinieri che sequestrano la cartella clinica, la Procura chiede l’esame autoptico da cui, si spera, emergeranno i motivi di una morte tragica, nel giorno che doveva essere per Clara il più felice.

lunedì, 5 Luglio 2021 - 09:00
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