Violenze nel carcere di S.M. Capua Vetere, nuove immagini dei pestaggi: indagini della Procura sulla pubblicazione dei video


Uno dei punti fermi dell’inchiesta sui pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere avvenuti il 6 aprile del 2020 sono quelle immagini riprese dalla videosorveglianza interna all’istituto di pena che registrarono sequenze choccanti delle violenze perpetrate dagli agenti di polizia penitenziaria ai danni dei detenuti. Video che stanno venendo fuori alla spicciolata: prima l’esclusiva del quotidiano “Domani”, poi quelli pubblicati su altri quotidiani online come “Il Mattino” e “La Repubblica”.

Oggi su questa fuga di immagini indaga, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, la Procura sammaritana che ha aperto un fascicolo di inchiesta sulla pubblicazione di quelle immagini trattandosi, in questa fase che attiene alle indagini preliminari, di atti coperti da segreto. Materiale di indagine importante finito nelle mani dei giornalisti, e su questo non sono mancate polemiche anche per la brutalità di alcuni passaggi; ma anche materiale che ha consentito all’opinione pubblica di guardare all’indagine con occhi più consapevoli, di avere idea di cosa accadde quel giorno nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, di quale sospensione almeno apparente dei diritti dei detenuti sia stata messa in atto nel corso di quella che sembra una rappresaglia contro chi i giorni prima aveva messo in scena una protesta per alcuni casi di Covid registrati nel penitenziario.

Detenuti colpiti durante quello che sembra un rituale tipo “schiaffo del soldato”, presi a manganellate mentre sono inginocchiati, con le mani sul capo e la testa rivolta al muro dunque inermi; e ancora detenuti sulla sedia a rotelle presi di mira. I dettagli, emersi dalle denunce delle stesse presunte vittime dei pestaggi e dei loro familiari, confluiti nella maxi ordinanza della Procura sammaritana, raccontano altre scene cruente e inaccettabili che hanno determinato la richiesta di misure cautelari (52 quelle eseguite) nei confronti di agenti e vertici del sistema carcerario campano.

Intanto circa 30 detenuti del Reparto Nilo, teatro di quei pestaggi, trasferiti in altre carceri campane come Carinola, Ariano Irpino, e in istituti di altre regioni, tra cui Modena, Civitavecchia, Perugia.

mercoledì, 7 Luglio 2021 - 10:57
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