Assenteismo, 28 indagati a Palermo. Uno risultava a lavoro pur ricoverato. C’è il padre di Angela di Mondello


Contemporaneamente a lavoro e in ospedale. Non aveva il dono dell’ubiquità, Tommaso Lo Presti, già indagato in inchieste di mafia e oggi tra i coinvolti nell’operazione della Guardia di Finanza palermitana sull’assenteismo dei dipendenti del Comune di Palermo. Lo Presti è insieme ad altri 27 destinatario di custodia cautelare: il suo caso, secondo gli inquirenti, è particolarmente emblematico delle condotte dei dipendenti. Risultava infatti regolarmente sul posto di lavoro nonostante si trovasse invece in ospedale e questo perché, ipotizzano gli investigatori, aveva dimenticato di avvertire l’impiegato che timbrava il badge al posto suo che doveva essere ricoverato. Dunque il suo tesserino risulta obliterato nella stessa data in cui, secondo un certificato medico da lui poi presentato, era ricoverato.  Ma ci sono anche altre condotte emerse nel corso delle indagini della Finanza. C’era chi, ad esempio,  in orario di lavoro andava a fare la spesa o jogging.

L’inchiesta
L’indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura del capoluogo siculo investe i dipendenti del Comune di Palermo e di alcune società partecipate in servizio presso i Cantieri culturali alla Zisa. I finanzieri del comando provinciale hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del capoluogo nei confronti di 28 persone. Per 8 sono scattati gli arresti domiciliari; per altri 14 l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria; per 6 solo quest’ultimo. Sono indagati a vario titolo per truffa a danno di un ente pubblico e falsa attestazione.  

I destinatari del provvedimento cautelare sono tutti dipendenti del Comune di Palermo (11), del Co.I.M.E. (3) e della Re.Se.T. (14), in servizio presso i Cantieri Culturali della Zisa. Le indagini, condotte attraverso videoriprese, appostamenti, pedinamenti ed esami documentali, hanno fatto emergere numerosi e reiterati episodi di assenteismo perpetrati dai dipendenti infedeli che, secondo le indagini, dopo aver attestato la propria presenza in servizio, si allontanavano arbitrariamente dal luogo di lavoro per dedicarsi ad attività di natura privata e personale, come acquisiti o pratiche sportive. Molto frequenti erano poi i casi di timbrature multiple da parte di un singolo soggetto per conto di diversi colleghi che in realtà non erano presenti.

   In altri casi, invece, veniva fatto illegittimamente ricorso allo strumento straordinario della “rilevazione manuale”, che consente in caso di “dimenticanza” del proprio badge personale, di attestare la propria presenza tramite comunicazione scritta. In questo modo gli indagati pensavano di aggirare la rilevazione automatica, che tuttavia i finanzieri hanno puntualmente ricostruito. Una telecamera nascosta proprio a ridosso dell’apparecchio per la rilevazione elettronica delle presenze ha consentito, in poco più di tre mesi, di registrare oltre mille casi che hanno determinato una falsa rendicontazione per un ammontare complessivo di circa 2.500 ore di servizio in realtà mai prestate.

Gli indagati

 Nell’operazione “Timbro Liberi Tutti” della Guardia di finanza sui furbetti del cartellino ai domiciliari sono finiti Dario Falzone, 69 anni, Antonio Cusimano, 60 anni, Gaspare Corona, 68 anni, Mario Parisi, 61 anni, Francesco Paolo Magnis, 61 anni, Salvatore Barone, 47 anni, Giancarlo Nocilla, 48 anni, Tommaso Lo Presti, 50 anni. Altri 14 sono sottoposti all’obbligo di dimora e di presentazione alla p.g.: S.F. 51 anni, M.G. 53 anni, C.S. 66 anni, P.M. 55 anni; G.R. 43 anni, C.F. 42 anni, C.S. 46 anni, R.S. 61 anni, C.I. 60 anni, T.F.P. 48 anni, V.M. 56 anni, N.M. 53 anni, N.D. 38 anni, D.V.57 anni. Altri 6 sottoposti all’obbligo di presentazione alla p.g.: M.A. 58 anni, D.C.M.A. 44 anni, P.F. 60 anni, M.M. 56 anni, M.F. 62 anni, F.F. 63 anni.

La curiosità
Tra gli indagati anche il padre di Angela, diventata famosa come “Angela da Mondello” per la frase «non ce n’è Coviddi». Un’affermazione che è poi diventata un tormentone nel periodo della pandemia e anche una canzone. La donna ha avuto un periodo di celebrità anche sui social. I suoi profili hanno collezionato fino a 100 mila follower. La donna è apparsa più volte in trasmissioni televisive.

venerdì, 9 Luglio 2021 - 10:46
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