Whirlpool Napoli, ora tutto dipende dall’azienda: può dire sì alle 13 settimane di Cig e fermare i licenziamenti

La protesta di oggi, 24 giugno 2021. Fonte Foto Gruppo Facebook "Whirlpool Napoli non molla"

Domani, 14 luglio, sarà una data cruciale per la vertenza Whirlpool Napoli; è stata infatti convocata per domani la riunione al Ministero dello Sviluppo economico durante il quale i vertici della multinazionale statunitense che ha deciso di chiudere lo stabilimento di via Argine a Napoli dovranno pronunciarsi sulla richiesta del Governo di estendere per 13 settimane la cassa integrazione Covid. Una misura che darebbe una parziale boccata di ossigeno ai 355 lavoratori che altrimenti dovrebbero rassegnarsi al licenziamento in tronco senza ulteriori ammortizzatori. Governo e parti sociali, ovviamente, sperano che l’azienda che produce elettrodomestici (a Napoli lavatrici) accetti la proposta evitando una crisi tombale per centinaia di famiglie.

In attesa dell’esito dell’incontro di domani, Leu ha presentato una mozione – firmata dal senatore Federico Fornaro – già inserita nel decreto Sostegni Bis concernente iniziative «volte al rilancio del sito produttivo» e alla salvaguardia «dei livelli occupazionali». L’obiettivo di Leu è ottenere, su questa mozione, la maggiore adesione da parte dei partiti di ogni schieramento affinché si uniscano per scongiurare la chiusura della fabbrica napoletana.

Ma è ovvio che tutta l’attenzione è concentrata sull’esito del tavolo convocato dal sottosegretario Alessandra Todde; una riunione che precede di un giorno quella per risolvere la scabrosa vicenda della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze). Un luglio infuocato dal punto di vista dei diritti dei lavoratori sui quali sta esplodendo, come prevedibile, la bomba dello sblocco dei licenziamenti.

Ancora una volta, per quanto riguarda Napoli, si pende dalla decisioni della multinazionale statunitense cui spetta dare la parola definitiva sulla richiesta di Cig Covid estesa di tredici settimane.

martedì, 13 Luglio 2021 - 09:43
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