La tragedia di Capri, l’autista aspettava un figlio. I colleghi: «Era un lavoratore esperto». Tra i feriti anche un bambino

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Emanuele Melillo, morto nello schianto del minibus a Capri

Trentatré anni soltanto e una bimba in arrivo. Emanuele Melillo e i suoi sogni di una famiglia felice si sono infranti sulla spiaggia di Marina Grande di Capri. Questa mattina è volato nella scarpata insieme al minibus dell’Atc, adibito al trasporto pubblico, che guidava e l’incidente non gli ha dato scampo. E’ lui la sola vittima di questa tragedia che ha scosso l’isola di Capri e che conta 28 feriti.

Nessuno dei sopravvissuti, ha specificato l’Asl Napoli 1, è in gravi condizioni. E tutti stanno ricevendo le cure del caso in diversi ospedali. Tra i ricoverati c’è anche un bambino di 12 anni: è al Santobono, ha riportato fratture multiple alle gambe, alla tibia e al perone destri e bilaterale al femore. Molti dei feriti non erano a bordo del minibus ma hanno riportato ferite lievi perché colpite dai detriti.

Per Emanuele, invece, non c’è stato scampo. Ragazzo solare, Emanuele e la compagna avevano scoperto che sarebbero diventati genitori appena poche settimane fa. Per lui sarebbe stata la seconda volta da padre: aveva un bambino dalla ex moglie. La notizia della gravidanza rende ancora più drammatico l’incidente verificatosi questa mattina intorno alle 11.30. «Era stimato e benvoluto da tutti», ha commentato il sindaco di Capri Marino Lembo, che ha espresso il suo cordiglio alla famiglia del giovane autista. Al dolore della famiglia si uniscono anche gli uomini della Croce Rossa. «E’ stato un volontario del corpo militare volontario di Croce Rossa, una persona speciale, sempre pronta ad aiutare gli altri», ha detto il capitano Raffaele De Rosa, comandante del Naapro di Napoli, del Corpo militare della Croce Rossa Italiana ricorda. «Alla famiglia di Emanuele – ha detto commosso De Rosa – vogliamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza». Il giovane faceva il pendolare da Napoli per andare a lavorare sull’isola azzurra dove era impiegato all’Atc, l’azienda trasporti caprese, da diversi anni.

Distrutti i colleghi di lavoro. «Aveva un contratto a tempo determinato, tipo stagionale – ha raccontato all’Ansa Franco Chierchia, delegato Usb in Atc – ma essendoci una carenza di organico riusciva a lavorare quasi tutto l’anno anche perché in inverno quando la funicolare è chiusa per manutenzione noi con i bus forniamo il servizio sostitutivo. Quindi era un lavoratore esperto che conosceva le strade dell’isola».

L’inchiesta avviata dalla procura di Napoli dovrà fare chiarezza sulle cause dell’incidente: il minibus era in salita quando ha sfondato la ringhiera ed è precipitato nel vuoto; stando poi ad alcune testimonianze non procedeva a velocità sostenuta. Una delle ipotesi in campo è che Emanuele Melillo possa avere accusato un malore, ma solo l’autopsia potrà fornire risposte. Contestualmente saranno condotte verifiche sul minibus per capire se via sia stato qualche guasto meccanico.

giovedì, 22 Luglio 2021 - 17:26
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