Morto Gino Strada, il chirurgo che ha vissuto aiutando gli ultimi e gli oppressi dalla guerra con la sua Emergency

Gino Strada

Una vita spesa ad aiutare gli altri. A prestare soccorso e cure mediche ai più sfortunati, agli ultimi, agli oppressi dalla guerra.

Gino Strada, mente e cuore di Emergency e di tante battaglie umanitarie, si è spento nella giornata di oggi. Strada era in vacanza in Normandia, in Francia, quando è venuto a mancare: con lui la nuova moglie Simonetta con cui si era sposato a giugno.

Nato a Sesto San Giovanni nel 1948, si era laureato in medicina all’Università Statale di Milano, specializzandosi in Chirurgia d’Urgenza. Per 4 anni visse negli Stati Uniti, occupandosi di chirurgia dei trapianti di cuore e cuore-polmone a Stanford e di Pittsburgh. In Inghilterra e in Sud Africa svolse periodi di formazione presso l’ospedale di Harefield e presso il Groote Schuur Hospital di Città del Capo. Poi nel 1988 decise di applicare la sua esperienza in chirurgia di urgenza all’assistenza dei feriti di guerra.

Negli anni successivi, fino al 1994, lavorò con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra in Pakistan, Etiopia, Tailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia. Proprio durante questi anni in scenari ‘caldi’, Strada maturò un sogno che fece diventare realtà: nel 1994 fondò Emergency con la moglie Teresa Sarti. Proprio oggi sul quotidiano La Stampa era uscito un articolo a sua firma sull’avanzata dei talebani in Afghanistan. Per il suo impegno vero e profondo, Strada è stato anche oggetto di interesse da parte della politica e in modo particolare dei Cinque Stelle: i grillini dapprima hanno fatto il suo nome come possibile presidente della Repubblica e in un periodo più recente Giuseppe Conte, quando era premier, ha cercato di nominarlo commissario anti-Covid in Calabria dopo la figuraccia di Saverio Cotticelli. Strada però oppose un secco ‘no’ a Conte per via del balletto politico dei pentastellati sull’assegnazione di questo importante incarico.

La figlia Cecilia ha reso omaggio alla memoria del padre con un post su Facebook che racconta di quanto l’impegno per gli altri sia una cifra distintiva della famiglia Strada: «Amici, il mio papa’ Gino Strada non c’è più». Io vi abbraccio ma non posso rispondere ai vostri tanti messaggi (grazie), perché sono qui: dove abbiamo appena fatto un soccorso e salvato vite. E’ quello che mi hanno insegnato lui e la mia mamma. Abbracci forti a tutte e tutti».

Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati dopo la notizia della morte di Strada. Il mondo politico tutto ha fatto arrivare i suoi omaggi a un uomo che, per dirla con le parole di don Luigi Ciotti, «ha vissuto non solo per sé ma per gli altri».

venerdì, 13 Agosto 2021 - 15:49
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