Giulia, morta in barca: la Procura di Torre Annunziata apre un fascicolo d’inchiesta. Salma sotto sequestro

Giulia Maccaroni

Giovane, bellissima e col sogno di navigare. Giulia Maccaroni, 29enne nata a San Vito Romano (Roma) ha perso la vita su una barca, dopo una giornata trascorsa a mettere un nuovo tassello all’aspirazione di una vita: lavorare sulle imbarcazioni, fare carriera in un mondo per lo più maschile, concretizzare un sogno. 

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«Fai in modo che non passino più di 24 ore dall’ultima cosa  soddisfacente che hai fatto» scriveva poco più di un mese fa sul suo profilo Facebook; la didascalia perfetta alle foto in cui, in pantaloncini kaki e maglietta bianca, teneva il timone dell’imbarcazione che veleggiava nel mare delle isole Eolie. Un mese fa Giulia era a Lipari, ieri l’imbarcazione su cui ha trovato la morte per asfissia conseguente un incendio scoppiato a bordo aveva ormeggiato nel piccolo porto turistico di Marina di Stabia, a Castellammare di Stabia (Napoli).

Un destino atroce, quello della giovane romana. Tornata in barca prima degli altri, stanca dopo una giornata in mare, è deceduta a causa dei fumi di un incendio causato probabilmente dallo scoppio di una bombola a gas. Diverse testimonianze infatti raccontano di un boato che avrebbe preceduto il propagarsi delle fiamme che ha poi distrutto la barca a vola battente bandiera inglese e gestita da una società di Gragnano (Napoli).

Sulle circostanze dovrà indagare la Procura di Torre Annunziata che ha aperto un fascicolo di inchiesta affidato al pm Giuliana Moccia; il magistrato ha anche disposto il sequestro della salma della giovane Giulia. 

lunedì, 30 Agosto 2021 - 15:45
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