E’ ufficiale: le liste “Catello Maresca” e “Catello Maresca Sindaco”, diretta espressione del candidato sindaco, sono fuori dalla competizione elettorale, escluse dalla Commissione prefettizia per le irregolarità riscontrate. Irregolarità emerse già durante la mattina di sabato 4 settembre, giorno ultimo per la presentazione delle candidature, quando fu chiaro che si erano sforati i tempi massimi (le candidature vanno depositate entro le dodici).
Un colpo durissimo sulla campagna elettorale del magistrato in aspettativa, per le civiche che gli si erano affiancate e per il centrodestra che sperava di fare leva sulla figura dell’ex pm per entrare da vincitore a Palazzo San Giacomo. Delle dodici compagini che avrebbero dovuto sostenere il suo percorso elettorale, adesso ne rimangono dieci.
Così il cammino di Catello Maresca verso Palazzo San Giacomo appare irrimediabilmente compromesso. Manca ancora tempo alla data delle elezioni, ma tutto sembra remare contro di lui. Anche i sondaggi sulle intenzioni di voto (che ovviamente vanno presi con le molle ma danno comunque il polso della situazione) lo vedono perdente rispetto al principale competitor Gaetano Manfredi che, nella battaglia delle liste, “vince” per 13 compagini contro le dieci del rivale.
La notifica dell’avvenuta esclusione delle due squadre elettorali è arrivata questa mattina. Maresca era impegnato nel suo quotidiano tour elettorale: prima un passaggio al Museo Maradona di Massimo Vignati a Masseria Cardone, subito dopo un incontro coi commercianti di Corso Umberto I e i ristoratori di Materdei.
«Non me lo aspettavo – ha dichiarato – perché speravo prevalessero ragionevolezza e logica. Eravamo dentro (l’ufficio elettorale ndr) con tutta la documentazione e i coadiutori stavano portando il resto, come si vede dai video che sono stati pubblicati, ma ci hanno impedito di portare la documentazione integrativa. Oggi ci dicono “non avete portato la documentazione” che però stava giù, all’interno del plesso».
«Gli avvocati sono a lavoro – ha aggiunto – faremo valere nostri diritti, quelli dei candidati e quello degli elettori di scegliere liberamente. Un diritto assoluto superiore a questi formalismi ormai desueti. Abbiamo fatto tutto bene fino in fondo, che poi nella ressa sia stato impedito di completare la procedura non dipende da noi. Comunque non cambierà niente, il nostro progetto va avanti, speriamo di farlo nelle migliori condizioni possibili».
Con una coalizione azzoppata, le cose per il magistrato si mettono male. Perde le civiche che avrebbero dovuto essere lo specchio del suo operato e deve fare i conti con le zuffe interne alla sua squadra palesatesi già nelle precedenti la presentazione delle candidature. La distribuzione delle candidature nelle Municipalità, con le carte cambiate in corso d’opera dietro il “ricatto” dei partiti di centrodestra pronti ad abbandonarlo; il rischio di boicottaggio da parte di candidati forti, caricano l’avventura politica di Maresca di funesti presagi. E tutto avviene nel silenzio assordante dei partiti che ne hanno lanciato entusiasticamente la candidatura.
Si chiude un cerchio. Agli esordi, Maresca aveva provocatoriamente detto «ce ne fottiamo dei simboli (di partito ndr)» facendo indispettire Giorgia Meloni e non solo. Sembra che ora siano i partiti, tranne Forza Italia, a ripagare con la stessa moneta.
mercoledì, 8 Settembre 2021 - 13:55
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