Delitti del mostro di Firenze, sopralluogo della polizia nel bosco dell’ultimo omicidio del serial killer delle coppiette


Un caso di cronaca nera che fa ancora discutere. Il caso degli omicidi del “mostro di Firenze” ritorna sulle cronache oggi a oltre quaranta anni dai primi omicidi perché la polizia scientifica ha compiuto nuovi sopralluoghi nel luogo dell’ultimo delitto. Il serial killer colpì tra il 1974 e il 1985 uccidendo 16 persone, perlopiù coppiette appartatesi in luoghi di campagna

Era il 9 settembre del 1985 e due turisti francesi, Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, furono trovati senza vita da un cercatore di funghi nel bosco di Scopeti, a San Casciano Val di Pesa (Firenze) dove si erano rifugiati per la notte. 

L’obiettivo, secondo quanto appreso, è ottenere con tecnologie attuali la ricostruzione dei luoghi topografica, con rilievi che comprendono pure la strada, e forestale, per stabilire l’esatta disposizione della vegetazione. 

I rilievi della polizia Scientifica riguardano la piazzola dell’omicidio, pochi metri nell’interno della campagna, tra i pini e bosco ceduo, ma anche la strada comunale che viene fotografata per le misurazioni e potrebbe essere la prima volta che le indagini scientifiche si espandono oltre il bosco, interessando un tratto di via Scopeti. 

I luoghi si sono conservati in modo quasi uguale a 36 anni fa, tuttavia si è modificato in varie fasi il sottobosco dove c’era la tenda in cui si accamparono i due francesi e dove il cercatore di funghi scoprì il cadavere dell’uomo, che tentò una fuga disperata nella macchia per sfuggire ai colpi di pistola che lo uccisero. Le operazioni sono svolte con apparati tecnologici attuali molto precisi che possono consentire di aggiornare gli studi investigativi fornendo uno scenario del luogo del delitto il più esatto e fedele possibile al tempo dell’omicidio del Mostro e quindi, di riflesso, dare riletture importanti alla procura di Firenze. Nelle indagini forestali, viene fatto notare, si può per esempio risalire alla presenza di residui (ceppi, piedi, radici) di piante che ora non ci sono più e di cui non c’è traccia apparente ma di cui il terreno conserva dei resti.

Pietro Pacciani, condannato in primo grado a più ergastoli per i duplici omicidi commessi dal 1974 al 1985 e successivamente assolto in appello, è morto prima di essere sottoposto a un nuovo processo di appello, da celebrarsi a seguito dell’annullamento nel 1996 della sentenza di assoluzione della Cassazione. Giancarlo Lotti e Mario Vanni sono stati condannati in via definitiva per i quadruplici omicidi nel 2000.

martedì, 14 Settembre 2021 - 11:59
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