Elezioni, Sarracino (Pd): «Non partecipiamo alle risse di Maresca». Da Salvini per l’ex pm una tiepida solidarietà

Marco Sarracino

«Sciacallaggio», «mercato delle vacche», candidati esclusi avvicinati dagli ‘avversari’. Le parole e le frasi utilizzate ieri da Catello Maresca nel corso della conferenza stampa a Fuorigrotta sono state una inevitabile miccia. Dopo aver sparato a zero sui giudici – dichiarazioni ammorbidite il giorno dopo – il candidato del centrodestra attacca gli avversari lanciando accuse gravi: ci si vuole accaparrare i voti di chi non è, al momento, più in lista dopo le esclusioni decise dal Tar. E il riferimento è palese alla coalizione guidata da Gaetano Manfredi, il quale però decide di non commentare.

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Risponde invece Marco Sarracino, segretario cittadino del Partito Democratico: «La destra – dice- anziché esaminare le cause del fallimento politico e organizzativo sulle liste, aggredisce incomprensibilmente Gaetano Manfredi. Se qualcuno crede di poter trasformare questa campagna elettorale in una rissa, sappia che il Pd non vi parteciperà».

Bordate al veleno a parte, Maresca nella settimana più difficile della sua ancor breve carriera politica ha moltissime gatte da pelare.

La questione dei candidati esclusi, ad esempio, che – come abbiamo avuto modo di scrivere – è tutt’altro che secondaria. Maresca ha perso in un colpo solo centinaia di candidati, anche big, e doveva quindi per forza lanciare un primo messaggio forte diretto non solo agli avversari; anzi, forse gli attacchi a Manfredi sono stati la ‘scusa’ per lanciare un messaggio anche ai ‘suoi’ a non distrarsi dal cammino iniziato dal centrodestra, non ascoltare le sirene di chi vince nei sondaggi, insomma a non abbandonare una nave che sembra in procinto di affondare. Maresca ha in un certo senso iniziato a serrare i ranghi.

Poi c’è la questione Lega. L’esclusione di “Prima Napoli”, civica di riferimento del Carroccio, segna un nuovo capitolo della relazione a distanza con Matteo Salvini e il partito del Nord. Una relazione complicata. Maresca sostiene che, nonostante l’esclusione della civica a trazione leghista, i rapporti restano «di collaborazione»; Salvini dal canto suo cerca di dare una sponda anti-giudici a Maresca («Mi sembra che da parte – dice – di qualcuno ci sia la voglia di eliminare l’avversario perché sono tutte liste a sostegno del candidato del centrodestra») e poi confida «nel ricorso al Consiglio di Stato». In sostanza resta molto sulle sue, non si sbilancia, non grida alle toghe rosse e non si straccia le vesti. Cosa che forse avrebbe fatto se la stessa cosa fosse avvenuta a Milano. In pratica sancisce ancora una volta e implicitamente che tra la Lega e Napoli l’amore non è ancora scoppiato, e nemmeno tra la Lega e Maresca.

mercoledì, 15 Settembre 2021 - 08:43
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