Maresca, la speranza di ripescaggio è appesa a un venerdì 17. L’ex pm tace sulle polemiche dei giudici amministrativi

Catello Maresca con Mara Carfagna

Chissà se venerdì 17 porterà bene o meno a Catello Maresca e alla sua coalizione decimata dall’esclusione di quattro liste. E’ in quella data infatti che il Consiglio di Stato si esprimerà sui ricorsi presentati dalle compagini che sostengono la candidatura del magistrato in aspettativa contro la decisione del Tar Campania di ‘cancellarle’ dalla scheda elettorale delle amministrative del 3 e 4 ottobre prossimi per diverse irregolarità nella presentazione della documentazione lo scorso 4 settembre, termine ultimo per il deposito degli elenchi dei candidati e dei simboli. 

Le speranze di Maresca di non dover affrontare la campagna elettorale con una coalizione monca sono riposte tutte nel verdetto dell’organo di secondo grado della giustizia amministrativa. Le liste eliminate sono “Catello Maresca” e “Catello Maresca Sindaco”, civiche a lui collegate, “Prima Napoli“, lista civetta della Lega e il Partito animalista. Nella propria decisione, i giudici del Tar hanno elencato i motivi che hanno portato a respingere il ricorso avverso l’esclusione decisa dalla commissione elettorale; presunti errori madornali nella compilazione dei documenti, come l’assenza del contrassegno elettorale, o ritardi nella presentazione delle ‘carte’ sembrano irregolarità insormontabili dinanzi al Consiglio di Stato. Ma si vedrà cosa accadrà venerdì prossimo, nulla è ancora perduto. Se anche l’appello dovesse andar male, però, Maresca finirà la campagna elettorale con 7 liste sulle undici su cui inizialmente poteva contare e con centinaia di candidati in meno. Senza contare la situazione disastrosa nelle Municipalità, conseguente gli errori del 4 settembre. 

Leggi anche / Ora i giudici amministrativi attaccano Maresca: «Ci delegittima per mascherare la delusione. Così crea un corto circuito»

L’ex pm, non bastassero le beghe giudiziarie e le vicissitudini politiche che scuotono la sua coalizione, ieri ha avuto anche un’altra stangata dalla nota dei giudici amministrativi che ne hanno stigmatizzato le prime dichiarazioni rilasciate dopo la notizia dell’esito sfavorevole dei ricorsi al Tar. Dichiarazioni in verità in seguito stemperate dallo stesso Maresca. 

Il danno però ormai era fatto, e il magistrato si è trovato nell’infelice posizione di dover subire attacchi non solo di politici ma anche di colleghi. Lui ha preferito soprassedere e ieri, a chi gli chiedeva un commento, ha risposto soltanto: «Aspettiamo la conclusione delle procedure». 

giovedì, 16 Settembre 2021 - 10:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA