Elezioni, il monito del vescovo di Napoli ai candidati sindaco: «Non usare le istituzioni per promuovere la carriera politica»

L'arivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia mostra l'ampolla con il sangue di San Gennaro. Fonte Foto: pagina Fb Chiesa di Napoli

Troppo vicine le due date perché l’una non diventasse palcoscenico dell’altra. Il 19 settembre è il giorno dedicato a San Gennaro, patrono della città di Napoli, e quest’anno cade a due settimane dalle amministrative che daranno un nuovo sindaco alla città. L’appuntamento religioso però non si è trasformato in palcoscenico elettorale per la scelta dei candidati a sindaco Manfredi, Maresca e Clemente di non essere in Chiesa. Scelta opportuna, del resto lo stesso don Mimmo Battaglia, arcivescovo della Diocesi partenopea, non aveva diramato inviti; l’unico ad assistere alla liquefazione del sangue di San Gennaro, miracolo che ieri si è subito compiuto, è stato Antonio Bassolino, presente in Duomo come da anni fa anche da privato cittadino. 

E’ stata però l’omelia di don Battaglia a prendere spunto dalle imminenti elezioni per lanciare un monito agli aspiranti primi cittadini di Napoli davanti ai 450 fedeli ammessi alla celebrazione (200 sul sagrato) nel rispetto delle misure anti-Covid. 

«Solo chi ama Napoli – ha affermato il prelato – sarà capace di amministrarla, solo chi sentirà di appartenerle potrà servirla. La funzione delle istituzioni – ha aggiunto – non è la promozione delle carriere politiche ma è il servizio del bene comunitario. La politica non può essere semplice gestione dell’esistente, ma deve essere progetto, sogno. Napoli ha bisogno di un tempo nuovo».

Al futuro sindaco, l’arcivescovo ha ‘promesso’ di essergli accanto «in tutte le iniziative che mettono al centro la persona ed il bene comune, combatterò tutte le battaglie autentiche per affermare i giusti diritti, starò accanto nella difesa delle istituzioni da ogni velleità affaristica e da ogni tentativo di infiltrazione camorristica».Una camorra che – ha sottolineato don Mimmo – «bagna Napoli del sangue di tante vite spezzate prima di spiccare il volo, di tanti sogni caduti sul suolo dell’indifferenza, del sangue dei poveri e degli innocenti, dei piccoli e degli umili, di coloro che ogni giorno faticano senza sosta per vivere con dignità, per camminare spediti sui sentieri dell’onestà e della giustizia».

Don Mimmo Battaglia ha poi dedicato le proprie parole ai genitori di Samuele Gargiulo, il bimbo di 4 anni precipitato dal balcone di casa in via Foria e della cui morte è accusato un 38enne. Ha fatto visita al padre e alla mamma di Samuele, mentre nell’omelia ha chiesto ai fedeli di pregare per loro «perché hanno bisogno della vostra vicinanza». 

lunedì, 20 Settembre 2021 - 08:47
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