Terza dose di vaccino anti-Covid, si parte oggi: ecco a chi va somministrato


Terza dose di vaccino, in Italia si parte da oggi lunedì 20 settembre. Secondo il cronoprogramma annunciato dal Commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, i primi a ricevere la terza somministrazione sono gli immunodepressi, trapiantati e malati oncologici con determinate specificità: circa 3 milioni di cittadini; nei prossimi mesi poi si passerà alle altre categorie di soggetti ‘fragili’. A fare da apripista è stata la città di Rieti, nel Lazio, dove già la scorsa settimana 40 trapiantati hanno ricevuto la terza dose di vaccino, quella che per gli esperti è in realtà una «dose aggiuntiva» che va a completare il ciclo vaccinale primario al fine di consentire il raggiungimento di una adeguata risposta immunitaria. 

La dose aggiuntiva andrà somministrata almeno dopo 28 giorni dalla seconda, il prima possibile se questo arco di tempo è già stato superato; dieci le categorie destinatarie di questa dose addizionale. Poi verranno le dosi ‘booster’ per chi, a distanza di tempo, o forse per via delle varianti, ha bisogno di una dose di rinforzo a fronte del calo di copertura immunitaria come over-80, residenti nelle Rsa e sanitari. Questa da somministrarsi a 6 mesi dall’ultima dose.

Una circolare del ministero della Salute del 14 settembre scorso chiarisce tutti gli aspetti mentre da uno studio condotto in Israele e pubblicato sul New England Journal of Medicine, sulla base dei dati del ministero della Salute israeliano sugli over 60 vaccinati con ciclo completo, emerge che rispetto alla variante Delta, la terza dose Pfizer «porterebbe l’efficacia del vaccino tra i soggetti che hanno ricevuto il richiamo a circa il 95%, un valore simile all’efficacia del vaccino originale riportata contro la variante Alfa». E, dicono i ricercatori, i casi di contagio e di malattia grave calano «sostanzialmente» con un tasso di infezione, almeno 12 giorni dopo il ‘booster’, inferiore di «11,3 volte» rispetto alle due dosi e un tasso di malattia grave «inferiore di 19,5» volte. Lo studio è stato condotto dal 30 luglio al 31 agosto su 1,13 milioni di over60 che avevano completato l’immunizzazione 5 mesi prima, divisi in due gruppi: quelli cui è stato somministrata la terza dose e quelli che ne hanno ricevute due.

Tema ancora caldo se la terza dose è per tutti, proprio come in Israele (ora dai 40 anni in su). In questa fase, dice il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, su ‘La Stampa’ «stiamo ancora valutando se, quando e a chi fare un’ulteriore iniezione. Il tema, comunque, non è una terza dose a pioggia». 

lunedì, 20 Settembre 2021 - 09:38
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