Casamonica, 400 anni di carcere per boss e affiliati. I giudici: «E’ un clan mafioso»

Tribunale di Roma

Non un ‘semplice’ sistema criminale. Ma un sistema criminale mafioso. I giudici mettono nero su bianco che i Casamonica, clan egemone a Roma, è un’associazione mafiosa. la sentenza, che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha definito «storica» è arrivata ieri: dopo l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari e le condanne già arrivate per chi ha scelto il rito abbreviato, ieri il Tribunale di Roma ha inflitto in tutto 4 secoli di carcere a una quarantina di imputati – capi e affiliati – finiti alla sbarra dopo gli arresti dell’operazione ‘Gramigna’. I capi di imputazione erano estorsione, usura, detenzione illegale di armi. 

Il presunto capo del clan, il boss Domenico Casamonica, è stato condannato a 30 anni di carcere. Ma dure sono state anche le altre condanne per gli altri capi, Giuseppe Casamonica (20 anni e mezzo) e Luciano (12 anni e 9 mesi), e pene pesanti sono arrivate in primo grado anche per Salvatore (25 anni e 9 mesi), Pasquale (23 anni e 8 mesi) e Massimiliano Casamonica (19 anni).

Una vittoria per la Procura capitolina, che va in senso inverso rispetto al processo ‘Mondo di Mezzo – ex Mafia Capitale’ nel quale arrivò la sentenza della Cassazione secondo la quale per l’associazione che aveva messo le mani sulla città eterna non si doveva parlare di associazione mafiosa; in questo caso invece, per i Casamonica si può applicare l’articolo 416 bis del Codice penale: intimidazioni, omertà, delitti per controllare il territorio e le sue attività sono stati riscontrati. E ora le nuove condanne (dopo le 14 in rito abbreviato e i tre patteggiamenti nel maggio del 2019), sono un altro colpo al clan, che disponeva di numerosi capannoni, ville e villette con piscina, anche abusive, in parte distrutte e in parte confiscate e assegnate a realtà sociali. Una realtà venuta a galla con l’indagine ‘Gramigna’ dei carabinieri, coordinata dai pm della Dda di piazzale Clodio che ha portato a una serie di arresti. Nella sua requisitoria il pm Giovanni Musarò ha sottolineato anche il ruolo svolto da due collaboratori di giustizia che hanno fornito agli inquirenti elementi preziosi per ricostruire la struttura criminale del clan. 

«Io di fronte al clan dei Casamonica non mi sono mai piegata- ha dichiarato il sindaco di Roma Virginia Raggi – non ho mai indietreggiato di un passo, non ho mai avuto paura di loro. Ho sempre lottato per il bene dei romani a volto scoperto, ho chiamato per nome e cognome chi ha umiliato e offeso la città. Vivo sotto scorta per questo. Oggi il tribunale di Roma ha confermato l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Ha confermato che è mafia. Questa sentenza non cancella gli anni di soprusi e violenze, ma è un risultato importante per chi vive in questa città. È la conferma che a Roma il clima è cambiato. Oggi si chiude un capitolo, ma la lotta per contrastare criminalità e mafia non si ferma. Io sarò sempre in prima linea».

«È una sentenza storica che finalmente mette nero su bianco che Casamonica equivale a mafia ed un segnale importante da dare ai cittadini del nostro territorio –  dichiara il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. E l’avvocato Giulio Vasaturo, legale di parte civile per l’associazione antimafia Libera, sottolinea anche come il verdetto serva a «fare luce su una sequela di episodi di estorsione e violenza rimasti sino ad oggi impuniti, anche a causa della dilagante omertà imposta dal clan nel quadrante sud-est della capitale». 

martedì, 21 Settembre 2021 - 10:20
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