Eitan, la decisione salomonica del tribunale di Tel Aviv: il bimbo (per ora) starà con entrambe le famiglie in Israele

La famiglia di Eitan, distrutta dalla strage del Mottarone

Una decisione (temporanea) salomonica quella presa questa mattina dal Tribunale di Tel Aviv sulla situazione del piccolo Eitan, sopravvissuto alla strage del Mottarone, orfano di madre e padre, rimasto solo al mondo avendo perso anche il fratello maggiore e ora conteso tra due famiglie. La sua vicenda, già dolorosissima, è diventata una tragica telenovela dopo il suo rapimento da parte del nonno materno Shmuel Peleg, che lo ha portato in Israele sottraendolo alla sua tutrice legale, la zia paterna, e dall’Italia, dove viveva sin dalla tenera età.

La decisione è salomonica, dicevamo: il bimbo potrà stare 3 giorni con la famiglia paterna e tre giorni con la famiglia materna, rimanendo però in Israele finché non si arriverà alla decisione definitiva.

«Sono soddisfatto, quella del Tribunale è una decisione equilibrata» ha fatto sapere attraverso i suoi legali Shmuel Peleg. La zia Aya, sua tutrice per decisione delle autorità italiane, è arrivata nei giorni scorsi in Israele e ha incontrato il bambino. Dopo i comprensibili contrasti e le reciproche invettive iniziali, i due nuclei familiari hanno deciso non di sotterrare l’ascia di guerra ma di deporla in attesa della decisione dei giudici di Tel Aviv e soprattutto per il bene psicologico del piccolo Eitan.

giovedì, 23 Settembre 2021 - 19:21
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