Voto di scambio alle Regionali del 2005, il giudice sulle assoluzioni dei Cesaro: «Deficit fondamentale nelle accuse»

Armando e Luigi Cesaro, i due big di Forza Italia in Campania

Il processo non andava fatto. Ché le intercettazioni in mano agli inquirenti non erano utilizzabili e il restante materiale indiziario non era di per sé sufficiente a sostenere un’accusa in giudizio.

E’ la valutazione, pesantissima, del giudice monocratico Agostino Nigro del Tribunale di Napoli Nord che motiva così la decisione, arrivata lo scorso 17 settembre, di chiudere con un’assoluzione collettiva, perché il fatto non sussiste, il processo sulle presunte irregolarità nel voto alle elezioni regionali in Campania del 2015. Tra gli imputati eccellenti vi erano anche il parlamentare Luigi Cesaro (di Forza Italia) e il figlio Armando, che in quella tornata elettorale fu eletto nel Consiglio regionale della Campania, l’ex consigliere regionale Flora Beneduce, nominata lo scorso marzo consigliere per la sanita’ del presidente della Regione Campania, e l’ex sindaco di Marano Angelo Liccardo.

Nello specifico il giudice rileva che le intercettazioni «non sono utilizzabili» e quindi «alla luce di questo fondamentale deficit, le annotazioni acquisite risultano mute, silenti e prive di qualsiasi significato». Tra gli elementi d’accusa ritenuti evanescenti vi sono gli incontri documentati nell’ambito dell’indagine, tra alcuni imputati, incontri che secondo la procura erano finalizzati ad accordi illeciti sulla raccolta dei voti.

Tuttavia per il giudice l’annotazione degli appuntamenti (di cui si ignora il contenuto non essendovi intercettazioni sui dialoghi svoltisi in quelle occasioni), «si assiste solo a semplici incontri, alcuni dei quali di presumibile matrice politica (anche presso la sede regionale di Forza Italia), di totale irrilevanza penale» e «nessuno dei reati per i quali si procede consente … la sottoposizione ad intercettazione di conversazioni ambientali e telefoniche». Per questi motivi il giudice ha ritenuto che «alla luce del quadro istruttorio non vi sia sufficiente prova per affermare la responsabilità degli imputati».

martedì, 9 Novembre 2021 - 09:11
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