Zaki, c’è la scarcerazione: finito il calvario lungo 22 mesi. Ora c’è la battaglia nel processo per l’assoluzione

Patrick George Zaky
Patrick George Zaky

La notizia tanto attesa è arrivata oggi. Patrick Zaki torna in libertà. Il tribunale di Mansoura ne ha ordinato la scarcerazione in attesa della nuova udienza del processo fissata il primo febbraio.

Allo stato però non è ancora stata stabilita la data del rilascio. Una volta liberato Patrick dovrebbe portarsi a Madinaty, un sobborgo orientale del Cairo a circa 45 chilometri dal centro, dove risiede. «La vicenda di Zaki la seguiamo dall’inizio, in tutte le udienze, anche con i rappresentanti dell’Unione europea. E questo ci dà la misura di una violenza che su questo ragazzo è stata compiuta. La scarcerazione è già un primo passo importante. Naturalmente non vogliamo fermarci qui. Vogliamo l’assoluzione. Vogliamo che Zaki ritorni, abbia la possibilità di viaggiare, di ritornare ai suoi studi in Italia», ha commentato David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, poco fa su Rai Radio1 all’interno del programma “In Vivavoce” condotto da Nicole Ramadori e Claudio De Tommasi.

Lo studente egiziano iscritto all’Università di Bologna aveva raggiunto il Cairo la notte del 7 febbraio 2020 per una breve vacanza in famiglia ma in aeroporto venne fermato e, secondo le denunce di attivisti e legali, sottoposto a torture durante un interrogatorio su questioni legate al suo lavoro e al suo attivismo per i diritti Lgbt. Il suo arresto fu formalizzato il giorno seguente: contro di lui un mandato di cattura emesso nel 2019. Per lui 15 giorni di custodia cautelare. Tra le accuse formalizzate: istigazione alla violenza, alle proteste, al terrorismo, gestione di un account social che punta a minare la sicurezza pubblica.

Da quel momento in poi per Zaki vi è sta una mobilitazione di massa. Dalle petizioni online per invocarne la scarcerazione all’interno della politica, passando per manifestazioni in piazza. La mobilitazione non si ferma all’Italia ma diventa internazionale e vede intervenire anche star di Hollywood come Scarlett Johansson. Ma i giudici egiziani non ne vogliono sapere. Il 13 settembre Patrick viene rinviato a giudizio per un articolo sui copti perseguitati in Egitto. Resta in carcere e una nuova udienza è fissata per oggi, 7 dicembre 2021, il giorno della decisione della tanto attesa decisione del tribunale di Mansura. Adesso il prossimo passo è la battaglia nel processo per fare sì che Patrick venga assolto.

martedì, 7 Dicembre 2021 - 18:31
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