Il crowdfunding per sostenere l’edizione 2022 di Giustizia News24: i lettori possono fare la differenza | Come fare


Caro lettore,
Giustizia News24 compie 4 anni. E ha deciso di lanciare la sua prima campagna di crowdfunding. Il nostro giornale online non gode di fondi per l’editoria ed è edito da una cooperativa giornalistica (Medianews Communication), ossia fatta di soli giornalisti. Non ci sono imprenditori finanziatori, siamo gli editori di noi stessi. Per noi questo progetto è stata una sfida, una scommessa. Oggi è una realtà, che vogliamo continuare ad alimentare.

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Ed è questo tipo di informazione che vorremo continuare ad offrire con l’aiuto dei lettori. Il tuo contributo ci consentirà di andare avanti, di migliorare i nostri contenuti e di sperimentare nuovi format.

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Per chiarimenti o altre info potrai contattarci all’indirizzo mail amministrazione@giustizianews24.it oppure potrai inviarci un messaggio privato sulla nostra pagina Facebook.

Cosa abbiamo raccontato in questi anni:

  • Abbiamo coniugato la cronaca sulle riforme, sui casi processuali più importanti, con gli interventi e/o interviste a magistrati e avvocati, nonché a esponenti del mondo della politica: questo allo scopo di dare spazio e voce a molteplici punti di vista necessari a fornire all’opinione pubblica quanti più elementi possibili per potere conoscere le sfaccettature dei fatti che la riguardano e quindi formare una personale opinione.
  • Abbiamo volutamente rinunciato alla velocità nella pubblicazione delle news, scegliendo di punatare su articoli di approfondimento e concentrandoci su importanti fatti di cronaca: come il caso Cucchi; «Scandalo Vernola, la Corte dei Conti la condanna ma nel penale fu assolta: l’incubo di un’assistente giudiziario | Intervista Video» del 22 aprile 2018.
  • Abbiamo tenuta (e teniamo) alta l’attenzione sulle inchieste che hanno toccato esponenti della magistratura.
  • Ci siamo soffermati con analisi puntuali su delicati casi processuali che hanno innescato violente polemiche da parte dell’opinione pubblica, analisi volte a riportare nell’alveo della ragione storie dal notevole impatto emotivo: «Inchiesta sullo stupro nella Circum: quando la rabbia non sente ragioni e men che meno le ragioni di Diritto», del 30 marzo 2019; «Gli insulti all’avvocato del prete pedofilo e la necessità di insegnare il Diritto a scuola per arginare l’ondata di odio immotivato» del 30 luglio 2019; «Prete pedofilo, offese becere all’avvocato: è la prova che la collettività non sa cosa sia l’esercizio del diritto di difesa», del 28 luglio 2018; «Post della vergogna sull’inferno di Bologna: società medico-legale a caccia di clienti, su Fb lo ‘spot’ per trovare cliente tra i feriti», del 9 agosto 2018.
  • Abbiamo spiegato all’opinione pubblica delicati processi senza cadere nell’errore, frequente, di rincorrere la pancia del popolo ma anzi spiegando il perché un’informazione frettolosa sia foriera di danni e di errate rappresentazioni della realtà: «Caso Madonna, la ‘sentenza choc’ e i titoli dannosi: così si azzera il valore dei processi e si confonde il lettore», del 29 novembre 2018; «Inchiesta sullo stupro nella Circum: quando la rabbia non sente ragioni e men che meno le ragioni di Diritto», del 30 marzo 2019; «I titoli errati che alimentano il giustizialismo: perché il caso Schiano è stato mal raccontato» del 3 marzo 2019.
  •  Abbiamo toccato aspetti di carattere sociale: «Tra fake news e analfabetismo funzionale: così la deriva formativa e sociale fa spopolare in Italia la politica dell’odio», 23 giugno 2018

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giovedì, 24 Febbraio 2022 - 18:10
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