Petardo contro la parrocchia di don Patriciello e manifesto funebre per comandante dei vigili: le minacce dei clan

chiariello e don patriciello
Don Maurizio Patriciello e il comandante dei vigili urbani Biagio Chiariello (foto tratta dalla pagina Fb di Chiariello)

Prima il comandante dei vigili urbani di Arzano Biagio Chiariello. Adesso il prete anticamorra don Maurizio Patriciello. Nell’area a nord di Napoli, la camorra ha puntato il mirino dell’intimidazione su due simboli di resistenza.

Intorno alle 4 del mattino di ieri, sabato 12 marzo, un petardo ha danneggiato parte del cancello pedonale di accesso al cortile della parrocchia San Paolo Apostolo, nel parco Verde di Caivano. La chiesa è quella in cui è parrocco don Maurizio Patriciello, da sempre impegnato contro l’inquinamento e nel contrasto allo spaccio di droga e alla camorra. Sull’episodio, che non a caso è caduto nel giorno del compleanno del parroco, stanno indagando i carabinieri della compagnia di Casoria e della tenenza di Caivano. Si guarda sia alla criminalità organizzata locale, sia a quella di Arzano.

Con la sua attività, don Maurizio Patriciello non solo disturba le attività dei gruppi malavitosi del parco Verde ma potrebbe avere indispettito i clan di Arzano che pochi giorni fa hanno minacciato Biagio Chiariello. Il prete, infatti, ha subito fatto arrivare la sua solidarietà a Chiariello, organizzando un corteo proprio nell’area delle palazzine popolari di Arzano da dove sarebbe arrivata l’intimidazione.

E, andiamo dunque, alla macabra minaccia di morte toccata al comandante dei vigili urbani ad Arzano, in carica da un anno (era in servizio a Frattamaggiore). Ignoti hanno realizzato un manifesto funebre con il quale si annunciava la morte (non vera) di Chiariello. Eloquente la scritta a corredo: «Colonnello qui stiamo ad Arzano no a Frattamaggiore. Qui ad Arzano casino non ci piace». Chiariello, durante quest’anno di servizio, ha disposto numerosi controlli soprattutto nelle zone delle piazze di spaccio della 167 ad Arzano, controllata da gruppi legati agli scissionisti Amato-Pagano. Per via di queste minacce Chiariello è finito sotto scorta.

In un post su Facebook il comandante dei vigili ha replicato agli autori anonimi di quel manifesto: «Schifosi, disonesti e criminali, VERGOGNATEVI e pentitevi, avete commesso un grande errore (mandanti ed esecutori) augurando la mia morte, ma avete sottovalutato la mia DETERMINAZIONE e la sete di GIUSTIZIA che mi connotano…. Sarete presto accolti nelle patrie GALERE! P.S. e che sia chiaro, NON MI FERMERETE!!!». Anche don Patriciello, ieri, ha fatto sapere chiaro e tondo che non si fermerà. «Cercano di dire di farci i fatti nostri perché quando tutto tace è sempre un bene, quando si alza la voce, e anche con il nostro Comitato lo stiamo facendo, si dà fastidio, c’è poco da fare. Quindi con queste antiche modalità si cerca di intimorire – ha commentato don Patriciello all’AdnKronos – Io lo so molto bene che, se qualcuno mi vuole fare del male, se hanno deciso di farmi male, potranno anche farlo. Potranno uccidere anche il corpo, ma la profondità del tuo sentire, della tua fede, della tua sete di giustizia e dell’amore verso gli ultimi – conclude – non la toglieranno mai».

Al prete anticamorra è arrivata la solidarietà anzitutto di Biagio Chiariello, che ha evidenziato come «il gesto dimostra come non hanno rispetto neanche dei luoghi sacri rimarcando la loro appartenenza al “Diavolo”». «Io continuerò ad accompagnare don Patriciello nel suo percorso contro il malaffare e ricordo che la Chiesa è un anello fondamentale di recupero dei ragazzi e di diffusione di legalità». Solidarietà anche da parte di tutto il mondo politico. Giuseppe Conte, che era a Napoli per impegni politici, ha incontrato don Patriciello e ha promesso un impegno politico sul fronte della criminalità organizzata. «Ci sono problemi che vanno risolti, perché è chiaro che non si può contrastare la criminalità organizzata solo con gli slogan ma con un impegno costante a tutti i livelli: devono funzionare i servizi, devono funzionare le scuole, l’istituzione, deve funzionare tutto», ha detto Conte. «Sono qui per conoscere meglio i problemi, per essere sempre aggiornato e per tornare a Roma e a tutti i livelli istituzionali per premere perché si facciano azioni e iniziative concrete di sostegno a chi è in questo contesto quotidianamente, conosce i problemi di tutta questa comunità», ha concluso.

domenica, 13 Marzo 2022 - 11:46
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