Processo a Grillo jr e agli amici, disposte udienze a porte chiuse. Ammessi 56 testi, calendario serrato fino a gennaio


Niente giornalisti in aula. E poi un calendario di udienze serrato, per concludere quanto prima una vicenda delicata e dal grande richiamo mediatico. Questa mattina, dinanzi ai giudici del Tribunale di Tempio Pausania, ha preso il via il processo a Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento Cinque Stelle Beppe, e a tre amici per l’accusa di stupro nei confronti di due ragazzi.

L’udienza è stata impiegata per la costituzione delle parti e per definire come procedere in questo dibattimento che si preannuncia combattuto e lungo. Il collegio giudicante, presieduto da Marco Contu, ha ammesso a dibattimento 56 testimoni, escludendo dalle corpose liste presentate dal procuratore Gregorio Capasso, dal pool di avvocati difensori e dai legali di parte civile, due giornalisti che avevano intervistato gli imputati sui fatti contestati. Tra quanti dovranno deporre ci sono la moglie di Beppe Grillo Parvin Tadijk; il figlio acquisito di Beppe Grillo, Matteo Scarnecchia, che secondo gli inquirenti avrebbe filmato Ciro mentre baciava in discoteca una delle presunte vittime dello stupro. Accusa e difesa hanno ingaggiato anche due psicologhe che tenteranno attraverso i ricordi delle ragazze la propria ricostruzione della vicenda. I primi testi saranno ascoltati nell’udienza del primo giugno.

Un’udienza a porte chiuse, come tutte le altre che seguiranno. Essendo il processo concentrato su fatti di natura sessuali, il Tribunale ha ritenuto di dover tutelare la privacy delle due parti offesa in attesa che il dibattimento accerti eventuali responsabilità. La denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta era partita da una di loro, una ragazza italo-norvegese che rientrata a casa dopo le vacanze in Sardegna aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri di Milano, raccontando di essere stata stuprata dai quattro amici nella villetta di Beppe Grillo in Costa Smeralda, dopo una serata trascorsa al Billionaire. Proprio nel famoso locale notturno di Porto Cervo la studentessa e la sua amica avevano conosciuto i quattro ragazzi e, non trovando un taxi che le riaccompagnasse al B&B di Palau dove alloggiavano, avevano poi accettato di essere ospitate nella casa di Grillo.

Una scelta che, secondo le accuse, si sarebbe trasformata in un incubo. Nella denuncia la ragazza italo-norvegese ha dichiarato di essere stata costretta a bere vodka, quindi stuprata prima dal solo Corsiglia e in un secondo momento anche dagli altri tre. Tutto è stato ripreso con gli smartphone dai quattro amici, video e foto che sono agli atti del processo insieme ai tanti messaggi in chat scambiati fra di loro e fra le due ragazze. Dopo l’analisi delle immagini sequestrate, la Procura di Tempio Pausania ha modificato il capo d’imputazione accusando il gruppo di stupro anche nei confronti della seconda ragazza, oggetto di foto oscene scattate mentre lei dormiva.

Il Tribunale intende procedere spedito: stamattina è stato stilato un primo calendario di udienze. Sarà celebrata un’udienza al mese fino al 18 gennaio del 2023. Sul banco degli imputati vi sono Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. I fatti contestati risalgono alla notte tra il 16 ed il 17 luglio del 2019.

mercoledì, 16 Marzo 2022 - 21:28
© RIPRODUZIONE RISERVATA