Droga nel carcere di Secondigliano, agente della Penitenziaria si difende: «Segnalavo le anomalie, detestato dai detenuti»


Ha respinto ogni addebito nel corso dell’interrogatorio di garanzia reso dinanzi al giudice per le indagini preliminari Isabella Iaselli del Tribunale di Napoli.

L’agente della polizia penitenziaria di 47 anni Giuseppe Tucci, ai domiciliari da lunedì 21 marzo nell’ambito di un’indagine della Dda di Napoli, si è detto estraneo ai fatti contestati, negando qualsiasi accordo – ipotizzato con la procura – con detenuti del carcere di Secondigliano per facilitare l’ingresso di prodotti non dovuti.

L’indagine ha scoperto un giro di spaccio di droga realizzato all’interno del carcere napoletano di Secondigliano da numerosi detenuti con la complicità di agenti penitenziari che si sarebbero fatti corrompere per consentire l’introduzione della droga dietro le sbarre.

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Difeso dall’avvocato Enzo Guida, Tucci ha spiegato al giudice per le indagini preliminari di Napoli che il suo ruolo all’interno del carcere è sempre stato quello di «attenzionare e segnalare le anomalie»; l’agente ha riferito delle numerose relazioni di servizio da lui redatte e «tese a reprimere comportamenti illegali che avvenivano nell’istituto di pena».

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L’indagato, attraverso il suo difensore, si è riservato di fornire tutta la documentazione che prova «la sua condotta rispettosa delle regole»; il poliziotto ha anche ricordato che i detenuti mal sopportavano il suo modo di lavorare tanto che avevano addirittura raccolta delle firme per chiedere il suo spostamento dal reparto.

Si attende ora il giudizio del Tribunale del Riesame che dovrà decidere sulla posizione dell’agente penitenziario per il quale il legale ha chiesto la revoca dell’ordinanza che ha disposto i domiciliari.

sabato, 26 Marzo 2022 - 14:49
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