Intesa sullo stadio De Laurentiis-Manfredi, altolà di Esposito: «Il Napoli paghi gli arretrati» | L’intervista

Gennaro Esposito
Gennaro Esposito
di Gianmaria Roberti

Un altolà in piena regola, per i piani di gestione del Maradona. «De Laurentiis prima paghi, e poi si può discutere di tutto il resto». Firmato Gennaro Esposito, presidente della Commissione Sport e Pari Opportunità del consiglio comunale di Napoli.

Sui rapporti tra il Comune il Napoli calcio, oggi i commissari avevano convocato Manfredi. L’incontro è saltato, per un impegno istituzionale del sindaco, pronto a ricevere il ministro Franceschini. Il faccia a faccia in commissione è rinviato ai prossimi giorni. L’organismo consiliare, però, si è riunito lo stesso.

«Abbiamo chiaramente detto – spiega Esposito, espressione della coalizione di maggioranza – che l’amministrazione deve venirci a riferire sulle procedure di recupero delle somme che De Laurentiis non ha ancora pagato, che sono circa tre milioni e 400mila euro. Tutti i componenti della commissione presenti, a partire da noi tre della Lista Manfredi, hanno convenuto sulla necessità di mettere all’incasso questi importi, che sono dovuti, tenuto conto del fatto che altri gestori di impianti di minore entità non entrano nell’impianto se prima non hanno pagato il bollettino. Sollecitiamo i servizi comunali a fare la stessa cosa con De Laurentiis».

Mentre voi vi riunivate in commissione, il sindaco Manfredi incontrava il presidente del Napoli ad una manifestazione pubblica in piazza Plebiscito. Dal primo cittadino sono arrivate parole ottimiste, circa un accordo con De Laurentiis. Il progetto prevederebbe “uno stadio attrattivo 7 giorni alla settimana”, con un museo del club azzurro e altre attività per attirare visitatori. Cosa pensa della prospettiva?
«Io ricordo che il vecchio progetto di De Laurentiis era di avere lo stadio in concessione per 90 anni, con la facoltà di realizzare un centro commerciale a piazzale Tecchio. E questa ipotesi fortunatamente non fu accettata dall’allora sindaco de Magistris, perché non regge dal punto di vista economico e non reggerebbe neppure al vaglio della Corte dei Conti. Se ora De Laurentiis ha un progetto diverso da quello presentato nella scorsa consiliatura, allora lo valuteremo. Ma se è sempre lo stesso, è chiaro che è un progetto che non può essere proprio valutato. Senza i termini economici, commetteremmo tutti un danno erariale».

Come mai?
«Noi gestiamo un bene pubblico, che tra l’altro fa parte del patrimonio indisponibile ed è un bene vincolato, sia per il decorso degli anni sia per l’essere stato realizzato dall’architetto Cocchia».

Poniamo il caso che il nuovo progetto di gestione sia completamente diverso dal vecchio.
«Io auspico che lo stadio sia aperto sette giorni su sette, e peraltro lo è già, perché circa duemila persone ogni giorno ci vanno a fare attività sportiva».

E se il nuovo modello prevedesse un utilizzo esclusivo del Napoli?
«Nell’ambito della discussione sull’affidamento in via esclusiva dell’impianto, si parlava di un impegno a realizzare un impianto per le 2-3mila persone che oggi frequentano lo stadio Maradona, in modo che non si trovino fuori domani mattina. Ai tanti ragazzini di Fuorigrotta e dintorni che utilizzano anche la pista di atletica va data l’opportunità di continuare a fare sport».

E dove si potrebbe localizzare questo impianto fruibile dalla collettività?
«All’epoca si parlava di realizzare un impianto nell’ex cinodromo, che pure è vuoto. Oppure, si potrebbe pensare al Mario Argento. Ma non si può decidere, in maniera isolata, di dare uno stadio dove abbiamo ospitato le Universiadi, e dove un domani potrebbe ospitare anche un meeting internazionale di altri sport. Ci dobbiamo sempre riservare la possibilità di poter ospitare manifestazioni internazionali e nazionali di rilievo, degne della città di Napoli»

E se così non fosse?
«L’ipotesi di una gestione autonoma, senza avere questa prerogativa, secondo me sarebbe politicamente sbagliata. Perché significherebbe privare Napoli della possibilità di svolgere un ruolo importante nello sport nazionale e internazionale».

Mi pare di capire che voi della commissione subordiniate al pagamento dei canoni arretrati qualunque nuovo accordo sullo stadio. O sbaglio?
«Questo lo dice la legge, il cosiddetto programma 100, il Protocollo di legalità in materia di appalti del Comune di Napoli. Si subordina qualsiasi rapporto con terzi all’assolvimento di tutti gli oneri debitori nei confronti dell’amministrazione. E finora non so come mai non si sia applicato l’articolo 12 della convenzione, che disciplina, appunto, il caso di grave inadempimento».

Pensa che il caso di specie ricada nella disciplina di questo articolo?
«Tre milioni e 400mila euro sono una somma considerevole, anche se deve essere considerato il periodo Covid, che è una parte di questa roba qua. Ma è chiaro che, parlandosi di milioni di euro, l’inadempimento non è trascurabile. Tenuto conto del fatto che abbiamo fatto i lavori per le Universiadi, e ora stiamo allo stadio facendo il “miglio azzurro” con fondi pubblici, sia pure della Regione. Paghiamo tutte le utenze, il club paga solo il manto erboso».

venerdì, 20 Maggio 2022 - 21:25
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